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Sabato, 25 Maggio 2024
Economia

Prelevare il contante nei negozi? Confesercenti: "L'accordo per tagliare le commissioni non funziona"

"Uun unico punto fermo: l’accordo per tagliare le commissioni Pos per i piccoli esercenti non ha ancora prodotto risultati", lo dice Giancarlo Corzani Direttore di Confesercenti

Contante no, contante sì. Dopo il tetto al cash, l’obbligo di Pos e il rilancio della lotteria dello scontrino, ora il governo pensa a rendere possibile prelevare contanti nei negozi. "Un riconoscimento dell’impossibilità di eliminare banconote e monete, ma anche l’ennesimo provvedimento contraddittorio sui pagamenti, fronte su cui negli ultimi dieci anni si sono moltiplicati interventi e incertezze. E un unico punto fermo: l’accordo per tagliare le commissioni Pos per i piccoli esercenti non ha ancora prodotto risultati", lo dice Giancarlo Corzani Direttore di Confesercenti Forlì.

“Dalla crisi del debito in poi – commenta Corzani - la questione dell’uso del contante ha assunto una rilevanza sempre più marcata. Le transazioni cash, viste ingiustamente come indizio se non sintomo di infedeltà fiscale, sono state limitate e scoraggiate. Prima l’introduzione di un tetto ai contanti, cambiato già più volte. Poi i diversi interventi a favore della moneta elettronica, dai grandi investimenti del cashback (che non ha prodotto i risultati sperati) alla “gamification” della lotteria dello scontrino, che dovrebbe ripartire, in forma istantanea, nei prossimi mesi solo per chi paga con carta. Ma sono arrivati anche obblighi e sanzioni per imporre l’accettazione di pagamenti con carte e bancomat, senza considerazione dei costi sostenuti dagli esercenti.”

"Unica mano tesa, la previsione – con la legge di bilancio dello scorso anno – di imporre agli istituti di ridurre le commissioni pagate dalle piccole imprese su carte e bancomat, che pesano per circa 5 miliardi di euro l’anno. In particolare alle attività di minori dimensioni, che in Italia sono la maggioranza: quelle con fatturato annuale inferiore ai 400mila euro sono 2,5 milioni, oltre la metà del totale delle imprese", continua Confesercenti.

"Per portare a casa il taglio si è costituito un tavolo presso il MEF, che ha visto lavorare alacremente rappresentanti delle imprese, delle banche e degli intermediari per arrivare ad un accordo per mitigare i costi della moneta elettronica. Un accordo a tempo – della durata di nove mesi – che però non ha ancora generato una riduzione apprezzabile delle commissioni. Fallito è anche l’obiettivo della trasparenza, con la previsione di rendere esplicite le condizioni applicate da banche e intermediari. La comparazione fra le diverse offerte, pubblicata sul CNEL, è una babele nella quale è impossibile districarsi se non affidandosi a un esperto, mentre le banche non agiscono d’ufficio applicando le migliori condizioni: sono le imprese – se non si scoraggiano - a dover presentare istanza. Un sistema da cambiare, di cui chiederemo una verifica dell’efficacia e la revisione", prosegue Corzani.

“Invece, nella legge di bilancio di quest’anno si prevede di far diventare negozianti, tabaccai e giornalai veri e propri ‘bancomat’ per prelevare, tramite POS, fino a 250 euro in contanti. Un intervento ancora da capire, il cui obiettivo sarebbe evitare che i consumatori dei piccoli comuni non serviti da istituti bancari accumulino troppo contante presso le proprie abitazioni. Per questo, si chiede ai commercianti da un lato di sostituire le banche - che nel frattempo chiudono i propri ATM improduttivi - ed erogare contanti, e dall’altro di scoraggiare l’uso del cash. Un evidente ossimoro e un’idea di difficile applicazione: il commerciante, per erogare contanti, dovrebbe infatti detenere disponibilità di liquido congrue, con tutti i rischi che ne derivano. Per una commissione prevedibilmente non superiore a un euro, forse il gioco non vale la candela.” chiosa Corzani.

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