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Privatizzazione delle terme, i sindacati: "Molte incognite sui lavoratori"

Si è svolto lunedì presso il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, l'incontro tra i sindacati e i soci pubblici di Terme S.P.A, sul processo di vendita delle quote pubbliche delle terme

Si è svolto lunedì presso il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, l’incontro tra i sindacati e i soci pubblici di Terme S.P.A, sul processo di vendita delle quote pubbliche delle terme e del futuro non solo dello stabilimento termale ma di tutto il territorio castrocarese. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto garanzie relative al patrimonio pubblico e sul futuro occupazionale dei lavoratori presenti, ricevendo l’impegno di Provincia e Comune nella condivisione dei contenuti del bando preventivamente alla sua pubblicazione.

Ma non mancano le critiche. CGIL CISL UIL e le categorie del settore turistico termale FILCAMS, FISASCAT, UILTCS, attaccano la Regione: "L’assenza della Regione Emilia Romagna non solo nel suo ruolo di socio di Terme S.p.a ma soprattutto in qualità di Istituzione Regionale, ruolo di estremo interesse se si pensa come il Termalismo debba sempre più essere valorizzato all’interno del sistema sanitario regionale".

Non mancano proteste anche contro la gestione delle Terme: "in questo contesto s’inserisce una gestione dello stabilimento termale che ha perso il rapporto non solo con i dipendenti ma anche con il tessuto socio imprenditoriale castrocarese, a dire il vero sempre meno reattivo".

Ed infine Cgil Cisl e Ull: "Siamo in attesa della formulazione del bando, ritengono imprescindibile l’incontro con la Regione Emilia Romagna sul tema dello sviluppo del territorio, delle politiche e degli investimenti nel settore turistico e termale. Troppe sono le “svalorizzazioni” che il comprensorio forlivese ha subito negli ultimi anni, dall’aeroporto al trasporto pubblico locale, alle difficoltà in merito alle politiche sanitarie di area vasta, non vorremmo quindi che sul termalismo accadesse la stessa cosa, rischiando così di perdere uno dei valori aggiunti che ancora possiamo vantare. Ad ogni modo l’allerta del sindacato rimane alta non solo su ciò accadrà sulla vendita dello stabilimento ma anche sulla gestione interna, sapendo che o si determina un nuovo scenario generale che preveda investimenti pubblici e privati nel settore, oppure il rischio di un ulteriore calo occupazione o di un’occupazione sempre più precaria con un “forse” sulla stagione 2014 è evidente, anche per questo le risposte devono essere chiare, condivise ed immediate".

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