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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Economia

Il supermercato di via Balzella ad un gruppo cinese, la protesta continua. I sindacati chiedono un tavolo in Provincia

"La maggior parte sono donne in una fascia di età che non rende immediata e facile l’occupazione", viene rimarcato

Un'ora di mobilitazione martedì dei dipendenti del supermercato Crai di via Balzella, ceduto al marchio cinese Mood Maison, azienda che a Cesena gestisce il Mercatone. Il presidio si è svolto dalle 12.30 alle 13.30 all'indomani della fumata nera del tavolo di trattativa tra sindacati, Amaco Crai e Mood Maison. Mirela Koroveshi (Filcmas Cgil), Matteo Fabbri (Fisascat Cisl) e Anna Lisa Pantera (Uiltucs Uil) hanno infatti comunicato che "l’azienda subentrante ha dichiarato un esubero di quasi il 50% del personale".

VIDEO - Il presidio dei dipendenti

"Tantissima emozione e voglia di lottare hanno accompagnato questa giornata - spiegano i rappresentanti delle tre sigle sindacali -. Durante il presidio c’è stato supporto e vicinanza di tantissime persone, clienti, amiche ed amici e del comitato di quartiere. Durante l’assemblea con i dipendenti si è deciso di proseguire lo sciopero e la lotta fino al 30 di aprile con presidi giornalieri dalle 12.30 alle 13.30 di fronte al punto vendita".

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Nel frattempo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno chiesto la convocazione urgente di un tavolo istituzionale in Provincia "per dirimere questa crisi aziendale, tenuto conto che siamo di fronte a lavoratori che rischiano di perdere il posto dopo più di 30 anni di servizio. La maggior parte sono donne in una fascia di età che non rende immediata e facile l’occupazione". "In attesa di essere convocati dalle istituzioni continueremo a esprimere il nostro dissenso fino alla fine del percorso con Crai che ribadiamo si deve prendere le proprie responsabilità e le conseguenze delle scelte fatte", concludono i sindacalisti.

La presenza del candidato sindaco Rinaldini e Morgagni

Al presidio era presente anche il candidato sindaco del centrosinistra, Graziano Rinaldini per "esprimere tutta la mia solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori, padri e madri di famiglia che sono impiegati nel supermercato da più di 30 anni e che tra pochi giorni, dal primo maggio, si troveranno senza lavoro. Una situazione che considero inaccettabile, tanto più nella nostra città. Una situazione che ci deve indignare e ci indigna perché calpesta la dignità delle persone, la loro professionalità e un diritto fondamentale della nostra Costituzione". "Non possiamo restare indifferenti - conclude Rinaldini - nell’auspicio che le istituzioni e tutte le parti coinvolte si impegnino, in tempi rapidi, per mettere in atto soluzioni che salvaguardino posti di lavoro che danno da vivere a intere famiglie. Il primo maggio è alle porte e deve esserlo per tutti”.

Presente anche Federico Morgagni, candidato indipendente nella lista del Partito democratico: "Come denunciato unitariamente dalle organizzazioni sindacali, il passaggio del negozio a una nuova proprietà non garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali né, tanto meno, delle professionalità e qualifiche attuali dei dipendenti e delle dipendenti. A rendere ancora più grave la situazione è il fatto che molti fra i lavoratori e le lavoratrici del negozio Crai hanno significative anzianità di lavoro e carichi familiari importanti. Si può quindi ben capire le angosciose preoccupazioni e la gravità della situazione in cui si troverebbero queste persone, qualora la vertenza non avesse soluzione positiva. E' quindi indispensabile che le istituzioni del territorio, Comune in testa, si facciano promotori di un incontro fra le parti allo scopo di individuare una soluzione che garantisca prima di tutto la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità dell'attività".

"Non possiamo sottacere che la vicenda del negozio di via Balzella rappresenta purtroppo la conseguenza inevitabile di decisioni sconsiderate dal punto di vista delle politiche urbanistiche e commerciali che hanno provocato, proprio in quella zona, una abnorme concentrazione di punti vendita, che chiaramente faticano a sostenersi considerato il trend dei consumi e la capacità di spesa dei forlivesi - continua Morgagni -. Per cinque anni abbiamo richiesto a gran voce e ripetutamente una moratoria sul piano per il commercio e la revisione della pianificazione commerciale della città, sempre inascoltati da una Giunta che ha chiuso colpevolmente il proprio mandato approvando un'ennesima serie di nuove urbanizzazioni anche di tipo commerciale.

"Come abbiamo ribadito anche in occasione di un recente Consiglio comunale, non sono queste le scelte che possono assicurare a Forlì un futuro di sviluppo produttivo, sostenibilità e lavoro di qualità. Ci batteremo perché la prossima amministrazione segni una profonda discontinuità, a partire dalla stesura di un Piano urbanistico generale a misura di un nuovo progetto di sviluppo della città e dei bisogni dei suoi residenti, senza ulteriore consumo di suolo. Inoltre ci impegneremo affinché la messa in campo di scelte e politiche per lo sviluppo produttivo e dell'occupazione di qualità torni a essere la bussola dell'operato di un'amministrazione locale che non può essere spettatrice passiva di dinamiche economiche abbandonate interamente al mercato", conclude.

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