Provincia unica, i sindacati: "Partire dall'unione dei Comuni"

CGIL CISL UIL di Forlì e di Cesena ritengono che le Unioni dei Comuni possano rappresentare la scelta di fondo su cui costruire un nuovo assetto istituzionale del territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

CGIL CISL UIL di Forlì e di Cesena, fermo restando il giudizio già più volte espresso sulla mancanza di volontà/capacità  del Governo di affrontare una riforma organica e strutturata del sistema della Pubblica Amministrazione, che si renderà probabilmente necessaria nella prossima legislatura, evidenziano come l’attuale fase e i recenti provvedimenti assunti aggravino la già complessa situazione e ripropongano con forza nuove preoccupazioni e criticità.
Gli ulteriori tagli di risorse contenuti negli ultimi provvedimenti del Governo,  sia al sistema della autonomie locali (Province-Comuni) che alle Regioni (sanità-sociale-trasporti),  rischiano seriamente di compromettere la capacità di mantenimento del sistema dei servizi e delle prestazioni sociali soprattutto per le fasce più deboli dei nostri territori.

Il recente decreto del Consiglio dei Ministri in materia di Province e Aree Metropolitane, in attuazione della spending review e del decreto Salva Italia, rischia, con il superamento delle Giunte Provinciali dal 1/1/2013, di determinare una situazione di immobilismo in attesa della costituzione delle Nuove Province.

Infatti questo provvedimento potrebbe compromettere la governabilità del territorio e la capacità di spesa delle Province in una fase estremamente difficile del Paese in termini economici ed occupazionali, con ripercussioni sia sugli investimenti infrastrutturali che sulla gestione delle politiche attive e passive del lavoro e dei tavoli di crisi aziendale e territoriale, compresa l'attuazione dei Patti per lo sviluppo sottoscritti in tutte le Province.

L’importanza di questi temi e la criticità della fase economico – produttivo - sociale non può certo sopportare una fase di non governo dovuta all’assenza di un referente istituzionale credibile; è a nostro avviso indispensabile sulle materie delegate alle Province, dare garanzie di continuità sia dal punto di vista amministrativo che politico; ciò non può sottrarre la Regione da una assunzione di responsabilità!

Dal 1° Gennaio i tavoli di crisi per l’occupazione da chi saranno gestiti?

E’ per noi prioritario definire percorsi condivisi, regionali e territoriali, che concretizzino relazioni sindacali e modalità partecipative forti, con tavoli specifici che affrontino riordino istituzionale, bilanci, servizi, personale, salvaguardando:

nuove identità istituzionali e strumenti legislativi e partecipativi;
mantenimento dei servizi pubblici;
mantenimento dei livelli occupazionali e professionali dei lavoratori;
compatibilità finanziarie e bilanci.

CGIL CISL UIL di Forlì e di Cesena ritengono che le Unioni dei Comuni possano rappresentare la scelta di fondo su cui costruire un nuovo assetto istituzionale del territorio basato su razionalizzazione, semplificazione, non duplicazione e qualificazione dei servizi.

Il percorso delle Unioni non è alternativo alle Fusioni dei Comuni, da sostenere, incentivare ed estendere, ma semmai un elemento di ulteriore qualificazione del sistema basato sulle Unioni stesse; vanno altresì previsti tempi, obiettivi e verifiche che ne garantiscano l’omogeneità a livello regionale, impegnando peraltro la Conferenza delle Regioni ad un  forte intervento verso il Governo al fine di allentare i vincoli del Patto di Stabilità per i Comuni coinvolti.

Occorre, attraverso un provvedimento di legge regionale organico e complessivo,   definire gli ambiti territoriali,  dandone coerenza con il sistema socio-sanitario regionale.

Sulle Province, vanno esplicitate le funzioni già attribuite ai nuovi soggetti istituzionali dalla legge nazionale; vanno altresì qualificate le funzioni di indirizzo e coordinamento dei Comuni e delle loro Unioni, va consentito alle Regioni di poter procedere all’affidamento di ulteriori funzioni alle Nuove Province per le materie su cui necessitano, in ambito di Area Vasta, relazioni fra la Regione e i Comuni associati.

Per ciò che riguarda le funzioni precedentemente svolte e/o delegate alle Province dalla Regione vi è l’esigenza di un ridisegno istituzionale complessivo del territorio.

E’ per questo che riteniamo necessaria una fase transitoria nella quale la Regione garantisca continuità di funzioni e di indirizzo strategico, riappropriandosi di un riconsolidato ruolo di programmazione, ma anche di gestione diretta dei servizi, soprattutto per le attività più strettamente legate alla gestione dell’ attuale fase di crisi.

Inoltre si ritiene necessario affrontare il complesso tema delle Società partecipate dagli Enti Territoriali, partendo da una ricognizione della situazione che consenta una puntuale verifica   degli obiettivi e delle finalità pubbliche da perseguire e con la finalità di costruire un sistema integrato di Area.

CGIL CISL UIL ritengono che sia prioritario salvaguardare i livelli occupazionali e la qualificazione degli stessi. Questo è necessario per dare garanzia a tutte le lavoratrici e  a tutti i lavoratori coinvolti nei processi di riordino Istituzionale, ma anche come risposta di qualità per i servizi da erogare ai cittadini. Per queste ragioni CGIL CISL UIL hanno chiesto l’attivazione di un tavolo di confronto, al momento già in calendario, con la Regione che vedrà la presenza oltre che delle Confederazioni Sindacali anche delle categorie dei Lavoratori Pubblici.
 

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