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Pulizia all'ospedale, proclamato lo stato di agitazione tra i lavoratori di Formula Servizi

Erano presenti all'assemblea sindacale indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, più di ottanta tra le lavoratrici e i lavoratori di Formula Servizi occupati in uno dei maggiori cantieri relativo all'appalto di pulizie dell'Ausl di Forlì, ovvero l'ospedale Morgagni-Pierantoni

Erano presenti all’assemblea sindacale indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, più di ottanta tra le lavoratrici e i lavoratori di Formula Servizi occupati in uno dei maggiori cantieri relativo all’appalto di pulizie dell’Ausl di Forlì, ovvero l’ospedale Morgagni-Pierantoni. “La massiccia presenza di tante donne e tante uomini fa intendere la volontà di non essere ancora una volta colpiti dalla scure dei tagli con la facilità in cui si è proceduto in questi anni, - scrivono in una nota i sindacati -  come se il lavoro di queste persone non fosse a pieno titolo parte integrante del servizio pubblico e della qualità di questo verso il cittadino”.

“Servizi puliti, ambienti accoglienti, sanificazione, lotta per il contenimento delle cariche batteriche, trasporti e logistica all’avanguardia, perchè disperdere un patrimonio, perchè non riconoscere l’importanza di un servizio di qualità? Questo si chiedono i lavoratori del più grande cantiere relativo all’appalto AUSL, lavoratrici e lavoratori che con tanta dignità sono stanchi di essere considerati le “cenerentole” e rivendicano a gran voce la loro professionalità.A tutto ciò si aggiunge la preoccupazione per il loro destino:  tagli, posto di lavoro,  stipendio, banca, affitti, mutui... queste le parole ricorrenti, nell’incertezza ad oggi ancora completa, di quale sarà il loro destino. Nascono così spontanee, le parole della protesta verso una scelta ingiusta: siamo già stati colpiti, abbiamo già ridotto le ore , e allora... “agitazione, sciopero , facciamoci sentire....” queste le parole conseguenti nella consapevolezza che i tagli del governo Monti, e le decisioni in materia di spesa della regione Emilia Romagna non possono giustificare il rischio di disperdere non solo la qualità del servizio ma pregiudicare l’occupazione delle circa 200 persone occupate nei cantieri e nell’indotto, spesso con salari che non superano i 900 euro mensili per le 40 ore settimanali”, queste le voci dei dipendenti a rischio, riportate dai sindacati.

“E così faremo, il mandato verso le organizzazioni sindacali è chiaro: stato di agitazione immediato deciso in assemblea, iniziative e se sarà necessario anche azioni di sciopero. A breve l’incontro con l’ausl e a breve le iniziative con la consapevolezza che le risorse a disposizione siano redistribuite in modo equo, tese a creare efficienze per evitare ricadute nei confronti di quei lavoratori che già nel recente passato hanno sopportato sacrifici e oggi continuano a garantire un servizio efficiente”.


Le organizzazioni Sindacali FILCAMS CGIL -  FISASCAT CISL - UILTUCS UIL comunicando così lo stato di agitazione,  ribadiscono la netta  opposizione a tagli e si batteranno assieme alle Confederazioni sindacali perchè welfare e con esso la Sanità tornino nelle agende delle Istituzioni e dei Governi non per decidere dove tagliare ma per discutere di come dare i migliori servizi ai cittadini.

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