Fase 2, rabbia di Confartigianato: "Inaccettabile il blocco per un altro mese del comparto benessere"

"Ci troviamo di fronte a una situazione insostenibile per le nostre imprese", evidenzia Valenti

"Rapida riapertura delle attività, maggiore liquidità con modalità di erogazioni semplici e immediate, spostamento dei versamenti fiscali, erogazioni a fondo perduto per i fatturati calati e aumento delle settimane di ammortizzatori sociali. Erano questi i provvedimenti necessari per le imprese, che Confartigianato aveva avanzato al Governo. Le proposte presentate dal premier Giuseppe Conte sono di tutt’altro segno". Il segretario di Confartigianato di Forlì, Marco Valenti fatica a contenere la rabbia.

"Ci troviamo di fronte a una situazione insostenibile per le nostre imprese; l’erogazione di liquidità dovrebbe andare di pari passo con un calendario di rapide riaperture tarato sulle reali caratteristiche del nostro sistema economico in cui due terzi degli occupati lavorano in imprese sotto i 50 dipendenti - continua Valenti -. Avevamo specificato come ogni giorno di anticipo nella riapertura delle attività avesse più valore dei prestiti messi a disposizione. Oggi invece ci troviamo a fare i conti  con una fase due che pare, sostanzialmente, una fotocopia della precedente.

Il segretario dell'associazione degli artigiani evidenzia come "manca una pianificazione efficace: il rinvio e l’alleggerimento degli adempimenti fiscali sono fondamentali nella sequenza di interventi per consentire la ripresa, ma non sufficienti. Pensiamo a tutte le imprese del comparto benessere, penalizzate con uno stop di un ulteriore mese, quali ulteriori strategie potranno mettere in campo, rispetto a quelle già proposte nei tavoli di lavoro, in tema di distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione? Questo allungamento nei tempi di riapertura favorirà soltanto gli abusivi, che potranno consolidare il rapporto con la clientela, che, già oggi, si rivolge loro".

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Conclude il segretario: "E' frustrante vedere che, ancora una volta, non si prende una posizione netta, costringendo al sacrificio chi lavora e opera nel rispetto di burocrazia e degli adempimenti. Gli imprenditori chiedono unicamente di poter lavorare, nel pieno rispetto della sicurezza di clienti e collaboratori. Eppure rimangono inascoltati. Probabilmente perché, nel pool di esperti scelti dal Governo, non sono stati presi in considerazione i rappresentanti di queste categorie".

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