Rifiuti, Hera risponde al Wwf: "Il termovalorizzatore di Forlì tecnologicamente all’avanguardia"

L'impianto, evidenzia l'azienda, "produce emissioni nettamente inferiori a quelle previste dalla normativa europea"

"La termovalorizzazione dei rifiuti urbani è parte integrante e valore aggiunto del sistema di trattamento dei rifiuti". Hera replica così alle osservazioni del presidente del Wwf Forlì-Cesena Alberto Conti, rimarcando inoltre come "la raccolta differenziata, che si prefigge l’obiettivo primario del recupero della materia, sia fondamentale. "Ad essa, non essendo possibile recuperare il 100% dei rifiuti prodotti, sono tuttavia complementari altre forme di gestione - viene aggiunto -. Lo stesso trattamento della raccolta differenziata, peraltro, produce molti scarti da trattare in impianti di termovalorizzazione, consentendo così un recupero energetico alternativo ai conferimenti in discarica".

"Considerando che i rifiuti urbani costituiscono solo il 20% dei rifiuti complessivamente prodotti, Hera desidera inoltre ricordare che, per la restante percentuale, i propri impianti operano anche al servizio delle imprese per gestire i rifiuti derivanti, inevitabilmente, dai loro processi produttivi - prosegue la nota di Hera -. La termovalorizzazione, dunque, ha anche l’obiettivo di offrire a queste imprese una soluzione sostenibile, non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche economico, a favore di più competitività, più risorse e più lavoro".

L'azienda ricorda inoltre che "la termovalorizzazione è molto diffusa in Europa, dove sono attivi oltre 450 impianti di incenerimento dei rifiuti collocati a volte anche all’interno dei centri urbani: paesi come Svezia, Finlandia, Danimarca, conferiscono nei termovalorizzatori oltre il 50% dei loro rifiuti. I dati ufficiali dell’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale, inoltre, attestano che le fonti rilevanti delle emissioni in atmosfera sono in particolare il riscaldamento e il trasporto, mentre la termovalorizzazione dei rifiuti fornisce un contributo del tutto marginale".

"In questo contesto, l’impianto di Forlì, al pari di tutti gli altri gestiti dal Gruppo Hera, è tecnologicamente all’avanguardia e produce emissioni nettamente inferiori a quelle previste dalla normativa europea - prosegue la nota -. Hera guarda con favore a un dibattito pubblico e aperto con il Wwf e con chiunque abbia voglia di farlo in modo serio e costruttivo, partendo dal presupposto di un’analisi puntuale e precisa costruita su dati scientifici corretti. A questo scopo, esiste una metodologia oramai consolidata, denominata Life Cycle Assessment (LCA), che consente di misurare il ciclo di vita di un prodotto o di un servizio in termini di impatto ambientale". 

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