Ripartenza dei bar, "l'ingrediente fondamentale rimane la capacità di adattamento"

Mercoledì è stato ufficializzato dalla Regione Emilia Romagna il protocollo redatto dall’assessorato regionale al Turismo e commercio

Ingressi contingentati, affissione cartelli informativi, forme di segnalamento a terra e presenza di dispenser con gel igienizzante. Così ripartiranno da lunedì prossimo i bar. Mercoledì è stato ufficializzato dalla Regione Emilia Romagna il protocollo redatto dall’assessorato regionale al Turismo e commercio, in collaborazione con la Direzione generale cura e della persona, salute e welfare della Regione, le associazioni di categoria, i sindacati e i Comuni del territorio, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza per prevenire il rischio di contagio sia nei confronti dei clienti, sia del personale delle strutture interessate, preservando al tempo stesso le caratteristiche di convivialità e di peculiarità dell’offerta enogastronomica ‘made in Emilia-Romagna’.

IL FUTURO DEI BAR - "Un caffè "all'americana""

Le direttive impongono che il servizio al banco deve avvenire con il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Tassativamente escluso il fai-da-te, i prodotti in vendita (paste, pizzette e cracker) dovranno essere serviti dal personale, possibilmente con servizio ai tavoli. Anche qui distribuiti in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra i frequentatori. I tavoli dovranno essere puliti e disinfettati ad ogni cambio di cliente.  Per quanto riguarda servizi igienici e sistemi di pagamento, anche per i bar valgono le stesse regole dei ristoranti. Le procedure di sicurezza adottate nei locali interni vanno applicate anche per la gestione degli spazi esterni (dehors), con particolare attenzione per il corretto distanziamento tra i tavoli e la loro pulizia e disinfezione. Resta incentivato il take away e la consegna a domicilio.

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"In questo momento storico vale sempre la "teoria di Darwin sulla selezione naturale" per la quale l'ingrediente fondamentale rimane sempre la capacità di adattamento per non danneggiare la propria salute - è l'opinione di Daniele Versari, Ceo della Torrefazione Estados di Forlì -. E questo riguarda tutta la popolazione e tutta l'attività produttiva. Quindi sono convinto che sia il momento di promuovere anche tra i baristi la cultura del "risk management in maniera proattiva". In sostanza, prosegue Versari, occorre "sensibilizzare e trasferire non solo al personale dipendente, ma anche alla popolazione che si rivolgerà al bar, l'importanza della prevenzione nella diffusione del covid-19 con le regole basilari che tutti conosciamo. Quindi lavarsi spesso le mani, usare le mascherine ed igienizzare frequentemente i locali". Inoltre, conclude Versari, "va promosso uno svolgimento dell'attività del barista in maniera metodologica e controllata al momento della somministrazione dell'atteso caffè espresso fumante, aromatico e sicuro".

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