Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Ritardi gravi nei pagamenti delle imprese, in regione diminuiscono: Forlì-Cesena virtuosa

Nella classifica delle province, in Emilia-Romagna la migliore è Reggio Emilia (5°), seguita da Forlì-Cesena (10°)

Con il 44,6% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, l’Emilia-Romagna è al 2° posto della classifica italiana stilata dallo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 giugno 2021. Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono sia i pagamenti puntuali (-0,4%), sia quelli effettuati con ritardi superiori ai 30 giorni, passati dall’8,3% all’8,1% (-2,4%).

Rispetto a marzo 2021, in regione si registra un decremento nei pagamenti in grave ritardo a Ravenna (-7,6%), Parma (-6,7%), Reggio Emilia (-6,4%), Piacenza (-3,5%), Modena e Bologna (-1,2% per entrambe).

Nella classifica delle province, in Emilia-Romagna la migliore è Reggio Emilia (5°), seguita da Forlì-Cesena (10°), Ferrara (13°), Modena (14°), Ravenna (15°), Bologna (21°), Parma (23°), Rimini (32°) e Piacenza (37°). Rispetto allo scorso marzo, Ravenna guadagna 3 posizioni, Reggio Emilia 2, Modena e Parma una, mentre Bologna ne perde 2, Rimini e Piacenza una; restano stabili Ferrara e Forlì-Cesena.

Intanto continua l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: a giugno le aziende italiane che pagano i propri fornitori con un ritardo di oltre 30 giorni sono il 12,8%, un dato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (-2,3%), ma in crescita del 21,9% rispetto a fine 2019. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti aggiornato al 30 giugno 2021 e realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information. 

L’incremento dei ritardi gravi rispetto alla fine del 2019 è particolarmente evidente soprattutto in Valle d’Aosta (+47,9%), Trentino-Alto Adige (+41,2%), Friuli-Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+37,3%) e Liguria (+36,7%), mentre a livello provinciale le più colpite sono Imperia (+76,6%), Belluno (+70,8%), Asti (+60%), Sondrio (+58,5%) e Trento (+54,3%).

“Nonostante i dati sui pagamenti in grave ritardo indichino un peggioramento rispetto alla situazione pre pandemia, un segnale positivo viene dalle imprese che pagano puntualmente i fornitori e che al 30 giugno scorso sono il 36,5%, un numero in aumento sia rispetto a fine 2020 (+2,2%) che in confronto con fine 2019 (+5,2%)”, dichiara Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS.
Il ranking regionale della puntualità è guidato dalla Lombardia (45,7%), seguita da Emilia-Romagna (44,6%), Veneto (44%), Friuli – Venezia Giulia (43%) e Marche (42,6%), mentre in ultima posizione troviamo la Sicilia (19,8%), preceduta da Calabria (20,7%) e Campania (23,3%). Sicilia, Calabria e Campania (nell’ordine) detengono inoltre il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni, rispettivamente con il 22,3, il 22,1 e il 20,1%.

Fra le province, la più puntuale ancora una volta è Brescia, seguita da Sondrio, Bergamo, Lecco e Reggio-Emilia; all’ultimo posto troviamo Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Crotone e Messina.

Le province che rispetto allo scorso trimestre hanno guadagnato più posizioni sono Monza Brianza, che avanza dal 16° al 12° posto, e Biella (dal 22° al 18°); quelle che ne hanno perse di più sono Belluno, che scende dal 14° al 20°, Bolzano (dal 23° al 28°) e Pesaro Urbino (dall’11° al 16°).

Per quanto riguarda i settori, lo studio di CRIBIS indica quello dei Servizi finanziari come il più puntuale (47,9%), seguito da Costruzioni (43,4%) e Trasporti e distribuzione (41,9%), mentre Commercio al dettaglio (+26,3%), Manifattura (+22,1%), Servizi (+17,2%) e Commercio all’ingrosso (+14%) sono quelli dove si registra la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre 30 giorni rispetto a fine 2019.

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