Meno fatica nei lavori pesanti? Ci pensa l'esoscheletro robot. Rivoluzionaria sperimentazione a Forlì

L' “esoscheletro”, come viene definito tecnicamente, nasce da una collaborazione nell'ambito della robotica tra Iuvo, spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, e Comau, una società di Fiat Chrysler

Meno fatica per i lavoratori impegnati in attività pesanti dove la lavorazione impone di tenere a lungo le braccia in alto, come per esempio la pulizia di vetrate con bastoni telescopici, il lavoro su linee aeree e corpi illuminanti, oppure ancora in magazzino negli scaffali più alti. E' lo scopo di una sperimentazione partita da alcuni mesi a Formula Servizi, della durata di circa un anno, la prima in Italia di questo tipo. Circa 15 i dipendenti della grande cooperativa forlivese sono coinvolti nell'utilizzo del dispositivo. Se i riscontri saranno positivi, si apre un nuovo scenario per certi lavori che provocano malattie professionali, in particolare alle articolazioni delle spalle, le più sollecitate da mansioni che impongono centinaia di volte al giorno di sollevare le braccia o doverle tenere in alto per lunghi minuti perché impegnati in un'attività manuale più alta della testa.

L' “esoscheletro”, come viene definito tecnicamente, nasce da una collaborazione nell'ambito della robotica tra Iuvo, spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, e Comau, una società di Fiat Chrysler, ed è pensato per l'industria automobilistica, dove appunto gran parte dei lavori alla catena di montaggio avvengono a braccia alzate, su parti meccaniche appese dall'alto. Circa tremila gli utenti, nell'ambito automotive, di questa tecnologia indossabile, che sostiene il braccio nei momenti di maggior sforzo muscolare. Ed ora si sperimenta l'estensione ad altri settori dei servizi, simili nel movimento corporeo richiesto al lavoratore.

VIDEO - Un robot che allevia la fatica in mansioni pesanti

“Se la sperimentazione darà risultati utili, che al momento non è possibile prevedere, essendo la prima in Italia applicata al nostro settore, sono circa 100-120 i lavoratori di Formula Servizi che potrebbero beneficiarne. Siamo i primi in Italia in questa collaborazione, in esclusiva con Iuvo nel nostro settore”, spiega il direttore di produzione Massimiliano Mazzotti. Tre i filoni possibili di applicazione, come spiega Mazzotti: “Il lavaggio delle vetrate in altezza con l'uso di aste telescopiche alte, i lavori in magazzino, la manutenzione di oggetti alti come le linee aeree o i corpi illuminanti”. Una nuova sfida, anche perché Formula Servizi si pone l'obiettivo  di quantificare l'impatto sulle malattie professionali generate da queste mansioni più pesanti. “In questa sperimentazione ci siamo rivolti all'eccellenza italiana della robotica, per avere il massimo”, spiega Graziano Rinaldini, direttore generale di Formula Servizi.

Come funziona 'Mate', il 'compagno' che allevia la fatica del lavoratore? Lo spiega Andrea Parri, bioingegnere di Iuvo che sta lavorando alla sperimentazione con Formula Servizi: “Si è partiti da uno studio per analizzare lo sforzo muscolare in certi lavori, per prevenire le malattie da usura delle articolazioni. L'esoscheletro, del peso di 4 chili, si applica in modo tale da non gravare il peso sulle spalle e di permettere i complessi movimenti di rotazione delle spalle, dando un sostegno al braccio nello sforzo e annullandolo nella posizione di riposo, così da non attivare, in questo caso, una spinta che metterebbe in moto altri muscoli”. Il risultato è l'alleggerimento della fatica, con indubbi benefici per il lavoratore impegnato in un lavoro pesante. Il meccanismo è del tutto passivo (quindi non richiede l'uso di batterie) ed è regolabile nell'intensità. Se la ricerca andrà in porto, fornendo la prova di un miglioramento significativo delle condizioni di lavoro, e il robot sarà certificato dalla Medicina del lavoro, allora lo si potrà introdurre nelle attività quotidiane di Formula Servizi.  

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