Saldi al via tra preoccupazione e speranza: perplessità sulla partenza ad agosto

In un’indagine effettuata da Confesercenti Emilia Romagna su un campione di propri associati dell’intera regione, la maggior parte di loro (circa il 70%) ha comunque manifestato perplessità sulla scelta di avviare i saldi ad agosto, mese in cui molte città si svuotano

Sabato partono i saldi estivi, appuntamento collocato solitamente a inizio luglio ma, nel 2020, posticipato in Emilia Romagna al primo sabato di agosto a causa del Covid-19. Il Coronavirus ha cambiato tutto e i commercianti quest’anno, ancor prima dell’avvio dei saldi, hanno iniziato a effettuare le vendite promozionali, vietate invece negli anni scorsi. La pandemia ha infatti cambiato sia il calendario che le aspettative degli imprenditori, già provati dal lungo periodo di lockdown, da una ripresa che non c’è stata dopo la riapertura e dalla concorrenza dell’e-commerce.

Vista la straordinaria situazione generale, le vendite promozionali sono state consentite nei 30 giorni precedenti i saldi e, nella nostra regione, così come a livello nazionale, si registra una situazione a macchia di leopardo: la data iniziale dei saldi era stata infatti stabilita dalla Conferenza delle Regioni per il 1° agosto, poi alcune Regioni hanno deciso di muoversi in autonomia anticipando tale data. In un’indagine effettuata da Confesercenti Emilia Romagna su un campione di propri associati dell’intera regione, la maggior parte di loro (circa il 70%)  ha comunque manifestato perplessità sulla scelta di avviare i saldi ad agosto, mese in cui molte città si svuotano. Per la maggior parte degli operatori il fatto che molti clienti abbiano a loro volta subito le conseguenze economiche del Covid-19 sommato al calo delle vendite promozionali di luglio e alla concorrenza sleale delle piattaforme e-commerce, farà sì che il fatturato proveniente dai saldi, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, risulterà del 30/50% inferiore. Il restante 30% degli intervistati spera invece che i saldi diano un po’ di “brio” agli acquisti, che rimangono nonostante tutto una buona occasione per comprare prodotti di qualità a prezzi interessanti.

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Per Fabio Lucchi, responsabile per Confesercenti di Fismo – Federazione Italiana Settore Moda "non ci nascondiamo la difficoltà della situazione di questo periodo, ma la crisi del commercio, in particolare quello dell’abbigliamento, si protrae da tempo, e l’emergenza Covid-19 ha contribuito a peggiorare le cose. Inoltre, la scelta della Conferenza Stato Regioni di rendere ‘libera’ la scelta della data di avvio dei saldi, ha creato un’inutile concorrenza tra territori limitrofi. Lo svuotamento delle città, la mancanza di turisti, lo smartworking e la concorrenza sleale delle grandi aziende, soprattutto straniere, che vendono online, speriamo non rendano vano il periodo dei saldi. Da anni spieghiamo come il piccolo commercio non sia solo una voce importante per l’economia generale del Paese, ma soprattutto una garanzia per la sicurezza sociale dei centri storici e un patrimonio urbano di grande valore. Nella ricerca di Nomisma, presentata nella nostra assemblea regionale lunedì scorso, fra l’altro, è emerso come durante il lockdown ci sia stata una vera e propria riscoperta dei negozi di vicinato con una percentuale di frequentatori che è salita di ben 14 punti percentuali. Il negozio ‘tradizionale’ come riferimento di fiducia è ancor più importante nel periodo dei saldi ed è in grado di dare tutte le garanzie necessarie ai clienti negli acquisti in sicurezza".

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