Saldi a rilento, non ci sono i soldi per fare shopping

A poco meno di un mese dall'avvio dei saldi di fine stagione Confcommercio Imprese per l'Italia Ascom Forlì traccia un bilancio sull'andamento dei saldi

A poco meno di un mese dall’avvio dei saldi di fine stagione Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Forlì  traccia un bilancio sull’andamento dei saldi, attraverso i dati dell’indagine condotta dal Centro Studi Iscom Group sulle imprese commerciali di abbigliamento e calzature della regione. L’indagine conferma la partenza a rilento per i saldi estivi: quasi il 70% degli operatori intervistati infatti ha giudicato negativamente l’andamento delle vendite nel periodo dei saldi rispetto allo scorso anno, il 27% circa ha definito stabile l’andamento, mentre soltanto il 5% ha parlato di un andamento positivo.

Un dato che non stupisce, ed è in linea con le aspettative un po’ al ribasso di una stagione che sta soffrendo della crisi economica e dell’incertezza dei consumi. Per il 68% degli intervistati la spesa durante questi saldi è diminuita, e la motivazione è nel 62% dei casi la crisi economica, a cui si associa (risposte multiple) per il 18% dei casi l’effetto del cambiamento dei comportamenti di acquisto evidente ormai da alcuni anni a questa parte, accanto alla concorrenza di altre formule commerciali, in particolare grande distribuzione e outlet (31% dei casi).

“I saldi estivi arrivano dopo una stagione già difficile per i nostri commercianti - commenta il Direttore di Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Forlì, Alberto Zattini - che stanno cercando di adeguare le proprie proposte al nuovo contesto, anche garantendo l’apertura nei negozi nel mese di agosto. E’ necessario da parte della Regione e delle Amministrazioni l’impegno affinché le politiche e gli strumenti di sostegno per lo sviluppo del settore siano adeguati e al passo con le mutate esigenze del mercato, per mettere in campo iniziative che supportino concretamente gli sforzi delle nostre imprese, valorizzando il tessuto economico e commerciale delle nostre città”.

Dall’indagine emerge che l’attenzione alla spesa e la crisi economica inducono i consumatori a comprare, anche nei saldi, soltanto lo stretto necessario (55% degli intervistati), con molta attenzione al rapporto qualità-prezzo, senza farsi tentare da occasioni di sconti anche molto significativi, e concentrando la spesa su acquisti mirati.
La prevalenza di acquisti è andata finora ai capi di abbigliamento, in particolare quello femminile. Nella top ten dei prodotti più venduti troviamo quindi abiti da donna, costumi, t-shirt; a seguire bermuda e sandali moda.Da segnalare la ricerca dell’accessorio particolare e sfizioso per l’estate, meglio se a prezzo contenuto.Il dato del contenimento della spesa in saldo è confermato anche dal valore della spesa media pro-capite, che si attesta sui 77 euro, in diminuzione rispetto al passato.

“I nostri operatori – commenta Zattini – si trovano ad affrontare scenari economici in continua evoluzione che richiedono un nuovo approccio e una visione di prospettiva per superare questa fase difficile. Oggi i saldi rappresentano ancora una buona occasione per il commercio, tuttavia il loro valore si è ridimensionato rispetto agli ultimi anni, attestandosi al di sotto del 20% del fatturato annuo per più della metà degli operatori”.

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