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Sanità, prestazioni a pagamento: "Stop al libero mercato senza la richiesta del dottore"

La Cgil di Forlì attacca alcune strutture sanitarie private che offrono prestazioni, per così dire, 'low cost': "ritiene da sempre che la salute sia il bene primario e che come tale vada garantito dal sistema pubblico"

La Cgil di Forlì attacca alcune strutture sanitarie private che offrono prestazioni, per così dire, 'low cost'.  Si legge infatti in una nota del sindacato: “Nelle linee di programmazione delle Aziende Sanitarie per il 2013 si legge chiaramente come l’obbiettivo principale per tutto il territorio regionale debba rimanere quello dell'appropriatezza della risposta elaborata in strettissimo rapporto con i medici di medicina generale che hanno il dovere della presa in carico del paziente e che devono garantire allo stesso la migliore modalità per tutelare la propria salute”.

“Dentro questo condivisibile ragionamento è abbastanza complicato capire il  libero mercato che alcune strutture private del nostro territorio stanno perpetuando – accusa la Cgil - offrendo prestazioni specialistiche, prestazioni diagnostiche, a costi ridotti e, soprattutto,  senza che sia necessaria una prescrizione del medico di medicina generale (del dottore). Sembra quasi che la volontà sia quella di spingere le persone ad indagare sempre più sulla propria condizione fisica, senza controllo e senza indicazione di chi ha conoscenze specifiche ed acquisite della materia, per la pura logica del profitto privato”.

La Cgil “ritiene da sempre che la salute sia il bene primario e che come tale vada garantito dal sistema pubblico. Il servizio nazionale è un titolo di civiltà che, attraverso un adeguato finanziamento, deve garantire l’universalità e l’esigibilità delle prestazioni previste dai Livelli Essenziali Assistenziali su tutto il territorio e per tutte le persone presenti nello stesso. Non si vuole interferire sulle prerogative che individualmente le persone vogliono percorrere, ma ci sembra opportuno ribadire che, se si riduce la salute a merce e la sanità a mercato, si rompe quel sistema di società solidale che deve invece essere continuamente ricercato da tutti gli attori istituzionalmente competenti”.

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