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Domenica, 14 Agosto 2022
Economia Santa Sofia

Pollo del Campo, sindacati contro Amadori: "Aperta procedura di licenziamento"

Si svolto mercoledì a Santa Sofia il primo incontro tra le organizzazioni sindacali del commercio e Gesco-Amadori in merito alla procedura di mobilità aperta per 7 impiegati nello stabilimento del Bidente

Si svolto mercoledì a Santa Sofia il primo incontro tra le organizzazioni sindacali del commercio e Gesco-Amadori in merito alla procedura di mobilità aperta per 7 impiegati nello stabilimento del Bidente. Cgil, Cisl e Uil evidenziano che "nonostante le organizzazioni sindacali di categoria abbiano fatto presente l’imminente convocazione del tavolo provinciale su richiesta delle segreterie confederali dei sindacati per la crisi della val bidente, la Direzione dello Stabilimento ha tenuto a precisare che la procedura avrebbe comunque tenuto il suo corso sostenendo, anche a fronte delle palesi incongruenze registrate dal sindacato sulla correttezza di tale procedura, l’effettività dei 7 esuberi e l’indisponibilità al ritiro dei licenziamenti come ad una sospensione in attesa delle verifiche in merito al piano industriale non ancora presentato".

Ai sindacati risulta "incomprensibile la necessità di ricorrere allo strumento della mobilità per la ricollocazione e riqualificazione di 7 impiegati in un sito che occupa oltre 1300 dipendenti e che fa parte di un gruppo di circa 7200 lavoratori, gruppo che solo pochi giorni fa ha concluso un mega investimento pari a 40 milioni di euro nel sito cesenate e che continua ad avere bilanci positivi nonostante la crisi generale, inducendo così a ritenere che la procedura voglia in realtà sancire un percorso di depauperamento delle figure impiegatizie nel sito del bidente trasferendole definitivamente nel territorio cesenate".

Cgil, Cisl e Uil, insieme alle Categorie di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori presenti alla Pollo del Campo – Amadori di Santa Sofia, "ritengono inaccettabile l’atteggiamento del gruppo Amadori che, contravvenendo agli impegni presi in Provincia nel corso dell’ultimo incontro in cui la delegazione dell’azienda si era impegnata a dare una risposta rispetto all’utilizzo del sito del Bidente e senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, con arroganza ha unilateralmente deciso di aprire una procedura di licenziamento che chiaramente denota l’indisponibilità dell’azienda a mantenere nel sito di Santa Sofia il presidio impiegatizio".

"Questo atteggiamento pertanto non può non determinare ripercussioni nel rapporto tra i lavoratori di quello stabilimento e l'azienda, nonché, noi crediamo, anche su come il territorio vive e si confronta con il gruppo Amadori, considerando che per quanto ci riguarda il rispetto dell'articolo 41 della costituzione in merito alla responsabilità sociale dell' impresa parte prima di tutto dalle modalità di confronto - sottolineano i sindacati -. Per queste ragioni riteniamo indispensabile che l’azienda nel tavolo provinciale previsto per fine mese chiarisca a sindacato e territorio il piano industriale e l’intenzioni dell’azienda sull’occupazione professionalizzata".
 
"Nel frattempo - viene annunciato - le organizzazioni di categoria organizzeranno nel rapporto con i lavoratori le iniziative in contrapposizione a tale atteggiamento chiedendo il ritiro della procedura di mobilità e l’apertura di un tavolo di confronto in merito alle ricadute dell’integrazione dei servizi tra territori e quindi alla gestione delle risorse impiegate oggi a Santa Sofia e degli eventuali percorsi di riqualificazione del personale nonché la verifica , che chiediamo di nuovo, sulle operazioni aziendali effettuate al fine di comprendere le ricadute sulle condizioni di lavoro e le professionalità".

"Il rapporto tra territorio e Amadori - Pollo del Campo non può reggersi su azioni unilaterali che oggi possono riguardare gli impiegati come domani la produzione, per questo l’atteggiamento adottato è inaccettabile costringendo le organizzazioni sindacali a mettere in campo tutte le iniziative volte al sostegno di un’occupazione stabile e di qualità nella vallata del Bidente", concludono i sindacati.

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