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Martedì, 7 Febbraio 2023
Caro carburanti

Schizzano i prezzi dei carburanti, c'è l'obbligo di esporre il prezzo medio. Delusione da Fiab Confesercenti Forlì

il governo ha varato un decreto ad hoc per il monitoraggio dei prezzi che non sarà più settimanale ma giornaliero

Mentre schizzano all'insù i prezzi dei carburanti dopo il ripristino delle accise, il governo ha varato un decreto ad hoc per il monitoraggio dei prezzi che non sarà più settimanale ma giornaliero. Viene introdotto l'obbligo di esporre il prezzo alla pompa con sanzioni che potrebbero essere comminate dal prefetto. Nelle nuove misure è previsto che con un'altra norma venga fissato un tetto agli aumenti del costo dei carburanti sulle autostrade. I gestori dovranno tra l'altro esporre dei cartelli indicando il prezzo medio nazionale stabilito dal ministero dell'Ambiente.

"Rispetteremo, ovviamente, quanto verrà deciso dal governo, ma certo non era questo il tipo di provvedimento che ci aspettavamo - commenta Nicola Catania, presidente di Faib Confesercenti Forlì -. L’esecutivo smentisce se stesso: i dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente certificano che l’aumento dei prezzi alla pompa è stato in linea con il rialzo dovuto al ripristino delle accise, ma il Consiglio dei ministri sceglie di ignorarli e di considerare comunque i gestori come pericolosi speculatori. E per questo vara un provvedimento che scarica su di essi - che non stabiliscono i prezzi e sono evidentemente l’anello più debole della filiera dei carburanti - l’ennesimo assurdo adempimento. Inoltre, si esasperano ulteriormente i gestori, che già oggi espongono una decina di cartelli prezzi sulle aree di servizio. Si crea una vera e propria babele cartellonistica, utile solo ad esporre i gestori ad ulteriori sanzioni creando confusione nei consumatori. Si apre poi un vulnus nella regolamentazione europea in materia di concorrenza: siamo curiosi di sapere cosa ne pensa l'Antitrust".

Per Giuseppe Sperduto, presidente nazionale di Faib Confesercenti, si tratta di "un provvedimento che crea solo nuovi adempimenti per i gestori carburanti, già oberati da una burocrazia senza pari tra le attività di vendita. E che rischia anche di essere controproducente: l’obiettivo è una maggiore trasparenza, ma è facile prevedere che il risultato sarà quello di far alzare il prezzo medio dell’erogato alla pompa. Prezzo che, ricordo ancora una volta a tutti, è fissato dalle compagnie e non dai singoli gestori. Il Governo ha voluto dare retta alla pressione mediatica e ad allarmi rivelatisi poi infondati: lo dimostra il fatto che i dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente hanno smentito ampiamente gli aumenti segnalati. Palazzo Chigi ha scelto comunque di ignorare le rilevazioni ufficiali, e invece di risolvere il problema dei costi tagliando la componente fiscale, tra le più alte d’Europa, ha varato un provvedimento che rischia di trasformarsi in un incubo burocratico per i gestori".

"Di fatto siamo già esattori per lo Stato, ora diventeremo anche i burocrati cui toccherà dover garantire la trasparenza dei prezzi alla pompa, nonostante il provvedimento sia tutto fuorché chiaro - prosegue Sperduto -. I prezzi medi saranno divisi per tipologie di servizio, servito e self? E a che ora saranno disponibili? Per ora di certo c’è solo che il decreto non porterà ad abbassamenti del prezzo per i consumatori. Anzi: la comparazione tra prezzi medi e prezzi praticati rischia di spingere il costo dei carburanti ad uniformarsi verso l’alto, con tanti saluti alla concorrenza e ai vantaggi per i consumatori. A questo punto, toccherà a noi fare chiarezza: i gestori, oltre al cartello del prezzo medio voluto dal governo, ne esporranno un altro che spiega chi è che guadagna veramente sui carburanti. Certo non noi, che prendiamo sempre e comunque, in media, poco più di 3 centesimi al litro”.

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