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Sciopero europeo all'Electrolux. Intanto a Forlì aumenta la produzione

Nella giornata di mercoledì si sono svolte le assemblee presso lo stabilimento Electrolux di Forlì al fine di informare i lavoratori in merito all'incontro a Mestre con la Direzione del Gruppo e per definire le iniziative di lotta

Nella giornata di mercoledì si sono svolte le assemblee presso lo stabilimento Electrolux di Forlì al fine di informare i lavoratori in merito all'incontro tenutosi martedì 26 novembre, a Mestre con la Direzione del Gruppo e per definire le iniziative di lotta e di mobilitazione per la giornata di domani, giovedì 28 novembre, giornata di azione europea decisa dai delegati del CAE (Comitato aziendale europeo).

Mercoledì infatti si svolgeranno iniziative di lotta in tutta Europa, dalla Svezia all'Italia passando dagli stabilimenti tedeschi e dalle sedi olandesi, per chiedere alla multinazionale di cambiare i propri piani industriali, che prevedono licenziamenti e spostamenti di produzioni verso l'Europa orientale mettendo in questo modo in crisi gli stabilimenti italiani: a Forlì sono in programma scioperi con il blocco delle produzioni.

Nel frattempo, sempre nella giornata di oggi, la Direzione di stabilimento ha comunicato alla RSU aziendale che, a decorrere dal 9 dicembre prossimo e per fare fronte alla necessità di produrre un maggior numero di forni rispetto a quanto preventivato, diverse linee dello stesso reparto forni ritorneranno a otto ore (oggi si utilizzando 2 ore di cassa integrazione oltre alle 6 ore lavorative). Questo testimonia ancora di più che Electrolux è un'azienda che non solo fa profitti, ma mantiene quote rilevanti nei mercati di riferimento.

Scrivono Cgil, Cisl e Uil: “E' a questo punto davvero inaccettabile che questa impresa si permetta di giocare con il futuro dei lavoratori e dei territori, annunciando spostamenti di produzioni e incrementando, di conseguenza gli esuberi. Deve intervenire il Governo per far cambiare alla multinazionale il contenuto di piani industriali che sono dannosi per il paese e per i lavoratori”.

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