Industria alimentare, lavoratori in sciopero: "Essenziali nel lockdown, ora di serie b"

Venerdì è prevista una giornata di sciopero, con i dipendenti che incroceranno le braccia per quattro ore.

Anche sul territorio di Forlì si stanno organizzando iniziative e mobilitazioni condivise durante le assemblee svolte con i lavoratori del settore, di fronte allo strappo compiuto da undici associazioni che si sono rifiutate di firmare il rinnovo del contatto nazionale dell’industria alimentare 2019-2023 (sottoscritto nella notte del 31 luglio tra Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Unionfood, Ancit, AssoBirra). Venerdì è prevista una giornata di sciopero, con i dipendenti che incroceranno le braccia per quattro ore.

Entrano nel dettaglio Roberto Cangini, Andrea Maltoni e Alessandro Bandini, rispettivamente delle segreterie territoriali di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil: "La scelta delle associazioni non firmatarie è dettata, in sostanza, dall’indisponibilità a riconoscere un aumento economico di 13 euro a partire da aprile 2023. Fai, Flai e Uila nazionali hanno deciso di riconfermare il blocco degli straordinari e delle flessibilità fino al 14 ottobre e, a partire da venerdì, è stato proclamato un primo pacchetto di 4 ore di sciopero nelle aziende che non hanno aderito al contratto siglato". 

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"Non aderire al rinnovo del contratto nazionale da parte di alcune importanti associazioni datoriali, è un atto che assume maggiore gravità se si considera il coinvolgimento di  lavoratori che, nel momento del lockdown, venivano considerati essenziali, mentre oggi ricevono questo ingrato trattamento - proseguono i sindacalisti -. La mobilitazione, anche nel territorio forlivese, riguarderà le aziende che rientrano nell’area di rappresentanza delle associazioni datoriali che ancora ad oggi non hanno sottoscritto l’accordo del 31 luglio, che per Fai, Flai e Uila è l’unico contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare".
 

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