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I presidenti delle associazioni

I presidenti delle associazioni

"Senza impresa non c’è Italia"; da Forlì 9 bus per la grande manifestazione a Roma

Il 18 febbraio decine di migliaia di micro, piccoli e medi imprenditori scenderanno in piazza nella capitale per rivendicare una svolta urgente e concreta nella politica economica del Paese

Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato Forlì parteciperanno il 18 febbraio alla grande mobilitazione lanciata da “Rete Imprese Italia” (L’Associazione che nasce come evoluzione del “Patto del Capranica”, stretto tra Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti)  per chiedere con forza a Governo e Parlamento una svolta urgente di politica economica.

"La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel 2014 rimarrà a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie", hanno affermato Enzo Cortesi, Ivano Benazzi, Giorgio Grazioso e Massimo Foschi Presidenti rispettivamente di Cna, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti.

Da Forlì partiranno per la volta di Roma 9 pullman di manifestanti. Il 18 febbraio decine di migliaia di micro, piccoli e medi imprenditori scenderanno in piazza nella capitale per rivendicare una svolta urgente e concreta nella politica economica del Paese. "E’ un evento storico, la prima mobilitazione generale delle PMI della storia italiana - hanno annunciato i presidente delle associazioni -. Piazza del Popolo sarà stracolma di imprenditori: un mondo che garantisce la crescita e il benessere per tutti, oltre a quasi il 52% di occupati e al 69% del fatturato del Paese. Non è una manifestazione contro, ma per costruire: vogliamo riprenderci il nostro futuro. Questa mobilitazione arriva dopo anni crisi, che hanno sfiancato il Paese".

Dal 2007  perso il 9% del prodotto interno lordo, il reddito delle famiglie è diminuito quasi del 10%. Nel frattempo, le tasse – nazionali e locali – hanno raggiunto livelli ormai insostenibili, mentre il credito per le piccole medio imprese cala ininterrottamente dal 2011. "Veniamo da un anno durissimo per le imprese e per le piccole in particolare - evidenziano le associazioni di categoria -. Nel 2013 hanno cessato l’attività 372mila imprese, mentre gli occupati sono diminuiti di 1 milione di unità. Nonostante questo, la pressione fiscale e contributiva sulle imprese è ancora al 66%, il 20% in più della media europea. Le tariffe non smettono di crescere e la riforma della tassazione locale si annuncia come l’ennesima batosta".

"Questa mobilitazione - è stato illustrato - nasce per le difficoltà e le sofferenze evidenti degli imprenditori. Eppure continuiamo a sentire parlare di ripresa. Gli imprenditori non vogliono essere disfattisti: i segnali positivi ci sono, ma sono pochi e sono ancora troppo deboli. Tocca tutti, a partire da Governo Parlamento, Regioni Comuni e parti sociali, trasformare i segnali in ripresa effettiva. Serve una svolta, e serve adesso: altri Paesi sono già tornati a crescere. Da parte delle imprese c’è una richiesta di cambiamento fortissima, finora rimasta inevasa".

Gli imprenditori chiedono interventi su 10 punti precisi: "riformare gli assetti istituzionali e garantire la governabilità; fare la riforma fiscale; far ripartire le imprese e uscire dall’emergenza occupazionale; dare credito alle imprese; proseguire nell’azione di semplificazione; tornare alla legalità, portare a competere più imprese sui mercati internazionali; innovare il sistema dei trasporti e della logistica; ridurre i costi energetici per le piccole medio imprese e infine superare il Sistri. In particolare vogliamo una riforma fiscale che abbatta la pressione fiscale su lavoro, imprese e famiglie. Così come chiedono con forza anche un intervento sul credito con il rafforzamento dei Confidi e del Fondo di Garanzia per le piccole medio imprese".

Le imprese chiedono anche che "riprenda l’azione di semplificazione: la burocrazia costa alle piccole medio imprese 30 miliardi ogni anno. E’ indispensabile modernizzare la Pubblica Amministrazione e sciogliere il nodo dei debiti  verso le imprese. La politica deve ascoltare e agire perchè gli imprenditori non molleranno, ma saranno propositivi ed incalzanti, aperti al dialogo ma pronti a tornare in piazza se non avranno risposte concrete e rapide".

Mercoledì sono state illustrate al Presidente Letta le ragioni della mobilitazione, e da parte del Presidente del Consiglio c’è disponibilità a incontrarsi dopo la mobilitazione, per predisporre un piano per le piccole medio imprese. "Quanto è stato fatto finora non è sufficiente, sono mancati interventi incisivi a favore delle imprese e dell’economia reale - concludono le associazioni -. Il 2014 deve essere anno di svolta. Si deve ripartire dalla crescita. Non ci sono scorciatoie. Non ce ne devono essere".

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