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Sindacati davanti alla prefettura, per il pagamento della cassa integrazione

Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una giornata di mobilitazione unitaria con picchetti davanti alle prefetture per venerdì per protestare contro il blocco dei pagamenti delle casse integrazioni in deroga

Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una giornata di mobilitazione unitaria con picchetti davanti alle prefetture per venerdì per protestare contro il blocco dei pagamenti delle casse integrazioni in deroga. I tre sindacati confederali della provincia di Forlì-Cesena daranno vita ad un presidio a partire dalle 10.30, in piazza Ordelaffi a Forlì, davanti alla Prefettura. Una delegazione dei sindacati sarà ricevuta dal prefetto, Rosa Erminia Cesari. Nel corso dell’incontro i sindacati spiegheranno le motivazioni della protesta e chiederanno un sollecito intervento del Ministero per sbloccare la preoccupante situazione.

“Il Governo – dicono i sindacati – deve sbloccare subito i pagamenti per la cassa integrazione in deroga di migliaia di lavoratori e lavoratrici che da ottobre non godono di alcuna forma di reddito. I lavoratori non stanno ricevendo i pagamenti da parte dell’Inps. Il ministero del lavoro e l’Inps hanno bloccato i pagamenti dell'ultimo periodo dello scorso anno, con decisioni assunte alla fine del 2012, producendo un effetto socialmente insostenibile: solo in Emilia Romagna stimiamo che circa 40 mila lavoratrici e lavoratori da ottobre non godano di alcuna forma di reddito. Anche il Tavolo insediato in Regione sul Patto per la crescita, che vede la presenza di tutte le parti sociali e delle istituzioni locali e regionali, riunitosi l’1 febbraio scorso, ha preso posizione in merito, esprimendo forte preoccupazione sulla situazione che rischia di tradursi in un conflitto sociale dagli effetti imprevedibili”.

I tre sindacati sottolineano che, solo nel corso del 2012, in Emilia Romagna sono state utilizzate 93 milioni ore di cassa integrazione, delle quali 42 milioni di ore in deroga. “In una situazione di crisi che ormai perdura da 5 anni – concludono i sindacati - la decisione del Governo e dell'Inps è irresponsabile: faremo di tutto per garantire il reddito dei lavoratori”.

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