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La Sidercom chiede aiuto alle banche: "Manca la liquidità, non il lavoro"

Nel 2009 l'azienda occupava una cinquantina di addetti, dopo quattro anni di ammortizzatori sociali, la forza lavoro si è ridimensionata ad una trentina di addetti, un nucleo storico che resiste alla crisi e chiede al territorio per tramite del sindacato, che l'azienda non venga abbandonata

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, congiuntamente alla rappresentanza sindacale interna della ditta Sidercom, esprimono grave preoccupazione per la situazione aziendale. “Infatti – spiegano - la ditta Sidercom spa, presente sul territorio dal 1967, dopo 3 anni di Contratto di solidarietà (da aprile 2009, ad aprile 2012) e quasi un anno di cassa integrazione, anche straordinaria in deroga, si trova nella condizione in cui oltre alla crisi generale del settore, si aggiunge la grande difficoltà nel recuperare adeguate risorse finanziarie  necessarie, da una parte ad arginare le perdite, e dall’altra a garantire la ripresa dell’attività al momento sospesa, proprio a fronte della scarsa liquidità”.

Nel 2009 l’azienda occupava una cinquantina di addetti, dopo quattro anni di ammortizzatori sociali, la forza lavoro si è ridimensionata ad una trentina di addetti, un nucleo storico che resiste alla crisi e chiede al territorio per tramite del sindacato, che l’azienda non venga abbandonata. In questi giorni si svolgerà un incontro tra la direzione aziendale, le banche interessate dal progetto di sviluppo e di rifinanziamento della società, con il supporto della Provincia, che da mesi assieme al sindacato segue da vicino la situazione di Sidercom e dei lavoratori lì occupati. Il sindacato chiede alle Istituzioni “di farsi promotori verso gli Istituti di credito perchè vi sia un esito positivo e concreto della situazione, ci aspettiamo insomma che a questa azienda che continua ad avere commesse, ma non ha liquidità,  e alla professionalità di questi lavoratori, venga data fiducia, solo così potremmo pensare ad una ripresa e ad una prospettiva dopo il 30 aprile data di cessazione della cassa integrazione straordinaria”.

“Il 12 aprile rincontreremo la Direzione aziendale per venire a conoscenza degli sviluppi in merito all’approvazione del piano di sviluppo da parte degli istituti di credito, piano che, se non fosse approvato, comporterebbe la perdita per il territorio di un pezzo d’industria e commercializzazione del ferro forlivese  e ci troveremo a dover affrontare una situazione ben più complicata e delle prospettive ben più difficili per i lavoratori. Le organizzazioni sindacali insieme alle rappresentanze sindacali sono pronte a tutte le iniziative necessarie a sostegno di percorsi che garantiscano e salvaguardino i posti di lavoro e un pezzo di economia forlivese la cui scomparsa determinerebbe un’ulteriore sconfitta per il territorio”.

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