Sistri, al vaglio la proroga. Confartigianato: "E' l'emblema della follia burocratica"

Camporesi sostiene che "il Sistri è l’emblema della follia burocratica del nostro Paese, ha infatti dimostrato troppe criticità, che riguardano l’interoperabilità, i malfunzionamenti tecnici e tecnologici di dispositivi e sistema, la lentezza delle procedure"

È allo studio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati l’emendamento al Ddl “legge di Bilancio 2018” che prevede la proroga al 31 dicembre 2018 del termine di definitiva entrata in vigore del Sistri. "Pare dunque che, per la quinta volta di fila, sia prorogato l’avvio della piena operatività del Sistema di tracciabilità telematico dei rifiuti (SISTRI) e, quindi, anche delle sanzioni relative alla sua applicazione - commenta Alberto Camporesi, responsabile del servizio Ambiente e sicurezza di Confartigianato Forlì -. La proroga del periodo di transizione prevede che continuino a essere in vigore gli adempimenti e gli obblighi di tracciamento tradizionale dei rifiuti e relative multe ante sistema Sistri, mentre non si applicano quelle che puniscono l’omesso o erroneo tracciamento. Rimangono invece le sanzioni previste per la mancata iscrizione al sistema e l’omesso versamento del contributo correlato".

"Confartigianato - prosegue Camporesi - ha espresso forte contrarietà per la mancata abolizione di questo sistema, avendo richiesto più volte che le imprese potessero finalmente avere certezze sul sistema di tracciabilità dei rifiuti, senza arrivare a ridosso delle scadenze. In questi sei anni gli imprenditori sono stati in balia di un provvedimento che non ha mai funzionato. Confartigianato chiede che il Sistri venga definitivamente superato e sostituito con un sistema di tracciabilità dei rifiuti realmente utile per difendere l’ambiente e semplice per le imprese, basato su criteri di trasparenza, efficienza, economicità".

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Camporesi sostiene che "il Sistri è l’emblema della follia burocratica del nostro Paese, ha infatti dimostrato troppe criticità, che riguardano l’interoperabilità, i malfunzionamenti tecnici e tecnologici di dispositivi e sistema, la lentezza delle procedure. Tutto ciò è costato 250 milioni di euro a 300mila imprese italiane. Deve essere superato in quanto sistema inefficiente, scarsamente trasparente e inadeguato, che comporta pesanti rallentamenti per le imprese e, in alcuni casi, addirittura il blocco delle attività. Per questo era stato chiesto al Governo di procedere rapidamente alla sua sostituzione con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che serva meglio allo scopo." Richiesta purtroppo lasciata cadere nuovamente.

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