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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Economia

Le associazioni contrarie alla richiesta dei contributi alle imprese per il Sistri

"Questa innovazione tecnologica - premettono le associazioni categoria - aveva l’obbiettivo di semplificare le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese"

Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato tornano sulla vicenda del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani.

"Questa innovazione tecnologica - premettono le associazioni categoria - aveva l’obbiettivo di semplificare le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestire in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione e contrasto dell’illegalità (Ecomafie). In questi anni purtroppo non si è raggiunto questo importante risultato, in quanto il Sistema per le piccole e micro-imprese è stato inutilizzabile, ingestibile, inapplicabile ed è già costato milioni di euro buttati al vento. Le recenti dichiarazioni del Ministro Luca Galletti, sulla volontà del Governo di superare il Sistri, sembrava avessero chiuso definitivamente questa esperienza fallimentare".

"Invece, il decreto legge “Milleproroghe”, datato 31 dicembre scorso, numero 192, per quanto attiene i soggetti obbligati ad aderire al Sistri (imprese oltre 10 addetti) ha prorogato al 31 dicembre 2015 il termine di adeguamento (Operatività), nonché al 1 aprile prossimo l’applicazione delle sanzioni per omesso pagamento del contributo Sistri - proseguono le associazioni -. Durante tutto l'anno in corso, quindi, il Sistri continuerà ad essere operativo ma non obbligatorio: si tratta del cosiddetto “doppio binario.  È incomprensibile, quindi, l’obbligo indotto (dalle sanzioni) di versare i contributi 2014 e 2015 entro il prossimo aprile. Se il Governo ha compreso l’inutilità di questo sistema, non obbligando più a servirsene, non rinuncia però a pretendere i contributi dalle imprese a fronte di un servizio inesistente. Nonostante i problemi della crisi le Istituzioni si ostinano a complicare la vita delle imprese e a non risolvere i problemi dell'eccessiva burocrazia, in un momento peraltro dove la crisi picchia duro".

Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato, evidenziando la "delusione per l’evoluzione data da Governo e Parlamento sul tema", lanciano un accorato appello ai Parlamentari locali e alle Istituzioni competenti, "affinché si abolisca definitivamente il Sistri, come chiedono a gran voce le piccole e medie imprese del territorio. Così come è stato approvato il decreto legge Milleproroghe, le imprese, nonostante l’inoperatività del sistema, saranno infatti costrette a pagare i contributi Sistri per gli anni 2014-2015, se non verrà quest’orientamento legislativo".

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