Lavoro e occupazione, studio di Cna: il Forlivese si conferma locomotiva per la crescita

Il dato analizzato riguarda i mesi da marzo ad agosto scorso, confrontando il saldo tra assunti e licenziati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

L’andamento dell’occupazione è sotto stretta osservazione anche da parte di Cna Forlì-Cesena in questi ultimi mesi, per comprendere come le aspettative sul Jobs Act e sulle misure previste dalla Legge di Stabilità, unite ai primi i segnali di ripresa dell’economia, si stiano manifestando nel territorio.  Sono stati pubblicati in questi giorni i dati dell’Osservatorio sull’occupazione, la rilevazione effettuata con cadenza bimestrale dall’ufficio studi di Cna Forlì-Cesena, che punta i riflettori su tre aspetti: le differenze territoriali, i tipi di contratti e l’andamento dei settori.

Il tutto sulla base di un campione di 2.000 imprese (con oltre 11.000 occupati), rappresentativo del tessuto economico della nostra provincia. Il dato analizzato riguarda i mesi da marzo ad agosto scorso, confrontando il saldo tra assunti e licenziati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Il dato complessivo – spiega Franco Napolitano, direttore generale di Cna Forlì-Cesena – è sicuramente positivo: nel complesso sono 181 gli occupati in più, nel campione provinciale, rispetto allo stesso periodo del 2014. Emergono però alcune differenze territoriali: il Comprensorio forlivese che copre da solo il 62,5% dei nuovi occupati, mentre il 37,5% è nel Cesenate. Si conferma un capovolgimento della tendenza che vedeva storicamente il Forlivese come un territorio meno dinamico. Ricordiamo che il saldo dei nuovi occupati che noi monitoriamo viene calcolato come saldo netto fra nuove assunzioni e licenziamenti. Nell’ultimo anno, le assunzioni aumentano del 6,2%, mentre i licenziamenti calano del -3,1%: un doppio effetto positivo che conferma la ripresa dell’occupazione”.

Cna ha indagato, poi, l’incidenza dei contratti a tempo indeterminato che, sul totale dei nuovi assunti, è cresciuto di 1,6 punti percentuali rispetto ad agosto dell’anno precedente. Nei primi mesi dell’anno si era evidenziato un picco nelle assunzioni a tempo indeterminato, per effetto probabilmente degli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni, mentre il dato dei mesi estivi è inevitabilmente contrassegnato dall’elemento della stagionalità. Il campione delle imprese di Cna è rappresentativo anche dei diversi settori che compongono l’economia del territorio. Che non hanno risposto tutti nello stesso modo: “per quanto riguarda i servizi – spiega Napolitano – è significativa la crescita dei comparti servizi alla comunità (+9,3%), benessere e sanità (+8,4%), comunicazione e ICT (+7,5%). Mentre si confermano stabile il settore dei trasporti (+1,2%) e piuttosto dinamico il comparto alimentare (+4,5 %). Si tratta di settori molto legati al consumo privato, che registra una ripresa. Lo stesso per il comparto delle imprese collegate al mondo ICT, in fase positiva come emerge anche dal rapporto camerale. Mancano ancora segnali netti di ripresa per il settore produttivo, se non per i comparti collegati direttamente all’export. Complessivamente, si tratta di un miglioramento dello stato dell’economia e delle imprese, che il nostro Osservatorio Cna non ha mancato di registrare”. 

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