Martedì, 18 Maggio 2021
Economia

Sulle colline del Forlivese andamento in calo per 4 imprese su 10

CNA Colline forlivesi ha promosso un'indagine su un campione di 100 imprese associate, stratificate per settori di attività

CNA Colline forlivesi ha promosso un’indagine su un campione di 100 imprese associate, stratificate per settori di attività e operanti nell’area che comprende le vallate del Bidente, del Montone, del Rabbi e del Tramazzo. La ricerca, “Indagine sulla congiuntura dell’area territoriale Colline forlivesi”, è nata con lo scopo di assumere informazioni aggiornate in merito alla situazione economica di quel territorio, approfondire i bisogni delle imprese, pianificare di conseguenza percorsi e azioni specifici.

L’indagine è stata presentata da Mauro Turchi e Viviano Gentilini, rispettivamente presidente e responsabile di CNA Colline forlivesi, e Fausto Folti, ricercatore CNA, venerdì presso la sede CNA di Forlì.

Quali sono i dati emersi  dall’indagine?
L’indagine parte dall’andamento della produzione nel primo semestre 2013, rispetto al semestre precedente. Un’impresa su 4 l’ha aumentata, mentre 4 imprese su 10 l’hanno diminuita. Con qualche differenza nei diversi comparti. Partiamo dalle costruzioni, dove il 28,5% delle imprese ha avuto un semestre positivo oppure stazionario, mentre il 43% ha registrato un periodo di difficoltà. Per quanto riguarda le imprese del manifatturiero, sono il 48% quelle che hanno avuto un semestre positivo, il 14% è stazionario e il 38% ha avuto un primo semestre 2013 difficoltoso. Arrivando al settore dei servizi, il 17% è cresciuto, il 37% è stazionario e il 42%  in difficoltà. Un focus particolare è stato fatto sui prezzi: il 50% delle imprese ha acquistato beni o servizi con aumento dei prezzi tra il 5 e oltre il 10%. Ma più di una su tre compra a più di quanto non riesca a vendere. Per quanto riguarda l’occupazione, si registra un calo del 10% rispetto ai livelli misurati a chiusura del 2012. Ma anche un marcato utilizzo degli ammortizzatori sociali, con un monte ore pari a 123.847, equivalente ad un +29% sulle ore utilizzate nel secondo semestre dello scorso anno. E l’anno non è destinato a chiudersi meglio: se il 10% delle imprese si attende un’ulteriore flessione occupazionale, mentre il 77% prevede una situazione stazionaria (non è in programma, quindi, la tanto attesa inversione di tendenza).

In questa situazione, come si muovono le imprese con le loro strategie di sviluppo?
Innovano per quanto riguarda il prodotto, il processo, il marketing e l’organizzazione. Chi ha introdotto innovazione l’ha fatto, spesso, perché sollecitato dal committente, ma anche perché è aumentata la consapevolezza di utilizzare l’innovazione come leva competitiva. Chi non ha innovato, nella maggioranza dei casi, è stato costretto da bilanci fermi e grosse incertezze sul futuro. Un’impresa su due fa fatica ad investire. I pochi che riescono a investire puntano su impianti e informatica. Per quanto riguarda i mezzi di finanziamento, il 16% è ricorso a mezzi propri, il 24% a credito (prevalentemente a breve) e altre forme di finanziamento. Il 60% a nessun mezzo. Va sottolineato che le modalità di finanziamento cambiano sensibilmente in relazione alla dimensione dell’impresa.

Come vedono il futuro le imprese?
Solo il 6,5% delle imprese si esprime per una ripresa, mentre il 41% non vede mutamenti sostanziali nel breve periodo. Si parla tanto di area vasta, unioni e fusioni di comuni… ma che cosa pensano le imprese della governance locale? Il 55% degli imprenditori è favorevole a politiche “comunali di area allargata”. Perché ritiene che si possano così conseguire economie di scala, diminuire la burocrazia, favorire lo sviluppo locale. Alla domanda su quali siano le priorità per lo sviluppo dell’area? Dopo il 39% di chi chiede agevolazioni alle imprese, appare significativo che il 14% degli imprenditori scelga di scommettere sulla valorizzazione turistica. Un’idea di territorio a 360°, un turismo che punta sulla messa a in rete di tante eccellenze da valorizzare.

L’area territoriale CNA Colline forlivesi rappresenta complessivamente 2.600 imprenditori, di cui oltre 700 giovani,  650 donne e 80 stranieri. Ma anche 950 pensionati associati. Gli 8 uffici, che vanno da Forlimpopoli a Santa Sofia, da Predappio e Castrocaro a Modigliana, occupano complessivamente 48 collaboratori.

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