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Tagli alle Poste, i sindacati: "Si penalizzano i comuni montani"

Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna fanno proprie le preoccupazioni espresse unitariamente dai sindacati di categoria, in merito al piano di chiusura degli uffici postali annunciato da Poste Italiane S.p.A.

Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna fanno proprie le preoccupazioni espresse unitariamente dai sindacati di categoria, in merito al piano di chiusura degli uffici postali annunciato da Poste Italiane S.p.A., che riguarderebbe oltre 100 uffici in territorio regionale. "Qualora adottato, ci troveremmo di fronte ad una scelta che penalizzerebbe in modo inaccettabile l’offerta di servizi alla popolazione, a maggior ragione se ciò dovesse interessare territori come quelli montani, nei quali è necessario assicurare un’adeguata distribuzione e strutturazione dell’insieme dei servizi", sottolineano i sindacati in una nota.

"Questa decisione rischia anche di penalizzare ulteriormente aree già gravemente colpite dal sisma dello scorso mese di maggio", proseguono Cgil, Cisl e Uil, che "esprimono altresì fortissima preoccupazione per gli effetti sull’occupazione che le decisioni di Poste S.pA. potranno comportare. Anche per questo ritengono necessario che la gestione di tali processi riorganizzativi avvenga salvaguardando il corretto confronto con le organizzazioni sindacali di categoria".

Cgil, Cisl e Uil "affiancheranno i rispettivi sindacati di categoria nell’incontro chiesto nei giorni scorsi alla Regione e nelle ulteriori iniziative, anche di mobilitazione, che sarà necessario assumere".
 

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