Economia

Trasferimento di due operai da Forlì al monzese: i sindacati chiedono il confronto con l'azienda

Ad illustrare la problematica sono Riccardo Zoli (Fim), Fabio Torelli (Fiom) e Valerio Garattoni (Uilm)

Il trasferimento di due dipendenti della Nisi Renato dalla sede di Forlì a Ronco Briantino nel mirino dei sindacati. Ad illustrare la problematica sono Riccardo Zoli (Fim), Fabio Torelli (Fiom) e Valerio Garattoni (Uilm): "L’azienda Nisi Renato continua a mantenere la propria posizione nel voler distaccare due lavoratori dalla sede di Forlì a quella della Nisi Stema a Ronco Briantino in Provincia di Monza-Brianza, a partire dal 14 giugno. Questo, senza avere interpellato i lavoratori interessati e senza aver cercato di trovare una soluzione condivisa con le organizzazioni sindacali".

I sindacalisti spiegano di "aver ribadito alla direzione aziendale, nel corso di diversi incontri, che se ha bisogno di forza lavoro in Brianza e non trova le figure adatte, ha la possibilità di cercare lavoratori volontariamente disposti allo spostamento dalla sede Forlivese e in alternativa, di effettuare una equa rotazione". "Inoltre, inviare i lavoratori in altra sede prevede anche trattamenti che l’azienda deve mettere a disposizione dei lavoratori, poiché è inammissibile che vengano distaccati e debbano trovare a loro spese vitto e alloggio - proseguono Zoli, Torelli e Garattoni -. Anche su questo tema, ci sono state chiusure e risposte totalmente negative".

"Siamo sempre stati disponibili al dialogo e crediamo che questo atteggiamento di chiusura da parte delle Nisi Renato sia inaccettabile e rappresenti una chiara volontà dell'azienda di lasciare a casa i lavoratori distaccati - proseguono -. Vogliamo anche specificare che i due lavoratori interessati al distacco  hanno gravi problemi familiari in quanto assistono le proprie madri gravemente malate e portatrici di invalidità al 100% in situazione di gravità (legge 104)"."Non bastasse, uno dei due lavoratori è Rls (Responsabile sicurezza lavoratori) ed è inammissibile spostarlo in questo momento di particolare gravità che vive il nostro Paese con 306 morti sul lavoro nel primo quadrimestre del 2021 - concludono -. Per tutti questi motivi chiediamo di ritirare il distacco dei lavoratori e chiediamo un incontro urgente nel merito, allo scopo di trovare una soluzione accettabile, diversamente, metteremo in campo tutte le azioni necessarie".

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