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Trasporto pubblico romagnolo: "I sindaci se ne disinteressano"

Sono pesanti le accuse che i sindacati di settore regionali Cgil Filt, Cisl Fit e Uill Uiltrasporti rivologono alle amministrazioni romagnole, definite "campanilistiche"

“Una vera delusione l’incontro del 18 giugno scorso sul sistema del trasporto pubblico locale tra Sindacati e Sindaci dei comuni capoluogo delle quattro città romagnole: Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini”. Sono pesanti le accuse che i sindacati di settore regionali Cgil Filt, Cisl Fit e Uill Uiltrasporti rivologono alle amministrazioni romagnole, definite “campanilistiche”. Le segreterie regionali riferiscono che “presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena i sindaci in non si sono presentati, imitati dai presidenti delle Province. Unico a rappresentarli, l’assessore ai Trasporti della provincia di Forlì-Cesena Maurizio Castagnoli”.

Cgil Cisl Uil ricordano che “l’incontro doveva affrontare argomenti seri ed importanti per il futuro del trasporto pubblico locale in Romagna. E’ stato così che l’unico amministratore presente, ha  raccontato alle organizzazioni sindacali, quello che poteva e non quanto era  stato richiesto loro con una lettera ben circostanziata e che aveva a che fare con l’impegno più volte assunto anche di fronte alla Regione, di concertare con le organizzazioni sindacali  in ogni territorio gli atti e le iniziative che i  sindaci intendono assumere per migliorare e qualificare il trasporto pubblico locale nelle singole città e nell’intero territorio romagnolo”.

“L’amara realtà – questa l'accusa dei sindacati - è che i sindaci non si sono presentati, perché ancora una volta, stanno prevalendo tra loro i soliti  campanilinismi, la difesa di rendite di posizione, e contrasti paralizzanti sulle scelte da compiere, a danno dei cittadini utenti del trasporto pubblico, e a danno dei lavoratori; hanno mandato un solo assessore nel tentativo, miseramente fallito di nascondere tutto questo. I sindaci hanno fatto un'azienda unica di trasporto romagnolo, la Start, ma sanno perfettamente  che questo non basterà per renderla efficiente e preservarla da futuri e probabili difficoltà economiche e finanziarie, bisogna andare molto oltre. Sanno o dovrebbero sapere che, per reggere, bisogna aumentare gli utenti, offrendo loro un servizio rinnovato ed efficiente che dia reali opportunità di   risparmio  sul costo dei trasporti; ciò  si ottiene con un aggiornamento complessivo dei piani urbani del traffico, da cui far discendere un riordino complessivo delle linee urbane ed extraurbane. Tutto questo deve essere preceduto da un vero dialogo sociale con le organizzazioni sindacali confederali, le associazioni di impresa, lavoratori ed imprenditori  che faccia emergere i nuovi bisogni di mobilità nelle città e tra le città”.

I sindacati chiedono quindi “un  incontro vero” e promettono: “Sappiano i sindaci che il sindacato non smetterà di denunciare la loro ignavia condita di supponenza, fino a quando non decollerà un confronto vero per la riqualificazione della mobilità romagnola”.
 

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