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Valle del Tramazzo: è tempo di banda larga

Superare il divario digitale tra i comuni di pianura e di collina /montagna è una priorità che anche le istituzioni e gli enti pubblici devono affrontare, mettendo in campo ogni sforzo spendibile

"Superare il divario digitale tra i comuni di pianura e di collina /montagna è una priorità che anche le istituzioni e gli enti pubblici devono affrontare, mettendo in campo ogni sforzo spendibile". Così Riccardo Barbi, presidente di CNA Modigliana-Tredozio, che sottolinea come "ha fatto dunque bene il Comune di Tredozio a chiedere alla società specializzata Lepida uno studio, e un preventivo, per collegare l’area industriale e non solo, di Tredozio alla banda larga, al fine di velocizzare contatti e rapporti per via informatica e comunicativa".

"Allo stesso modo, in coerenza con gli intendimenti, la Presidenza provinciale della CNA e la Giunta della Camera di Commercio hanno deliberato un contributo a sostegno dell’iniziativa comunale (in questi nostri tempi sono in difficoltà i Comuni grandi, figuriamoci quelli piccoli) - prosegue Barbi -. È inoltre altrettanto importante che anche la Telecom porti avanti il programma di potenziamento della “linea adsl” della vallata, che ne è carente, come peraltro auspicato e sollecitato dai sindaci di Modigliana e Tredozio e dal Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena. Si tratta di strutture telematiche anch’esse oggi decisive nel contesto di un buon sviluppo e di una competizione economica sempre più agguerrita".

"Basti pensare, nel nostro caso, alla storia economica del comune di Tredozio: un tempo caratterizzata da agricoltura, forestazione, allevamento - chiosa ancora il presidente di Cna Modigliana-Tredozio -. Poi, erano i primi anni 60 del secolo appena passato, ecco l’insediamento di un rinomato, allora, calzaturificio: quello di Umberto Romagnoli che portò occupazione, sviluppo, professionalità nel settore. Un’avventura che durò vent’anni: poi quella azienda fallì. Ma i circa 300 dipendenti non rimasero con le mani in mano: nacque dunque un piccolo, ma estremamente qualificato nucleo di artigiani, soprattutto contoterzisti, ricercati dalle marche più famose del made in Italy per la loro riconosciuta capacità di “saper fare” scarpe di qualità e gran moda".

Ricorda Barbi: "Ai giorni nostri lo scenario economico di Tredozio si è diversificato: c’è una buona presenza meccanico/elettronica, un crescente settore turistico (il territorio ospita tra gli scenari più belli e selvaggi del Parco delle Foreste Casentinesi) e tuttora un settore calzaturiero, con presenza di nicchie per l’alta qualità, ed un tessuto di contoterzisti però in sofferenza per le minori remunerazioni, difficoltà di passaggio generazionale ed il rischio di perdere competenze preziose maturate negli anni. In questo contesto anche l’eliminazione del divario digitale, stante il quadro economico ed il genere delle imprese presenti sul territorio, diventa fattore fondamentale per contribuire a scoraggiare rischi di delocalizzazioni produttive e di depauperamento complessivo".

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