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Domenica, 14 Agosto 2022
Economia Bertinoro

A Bertinoro la prima "vendemmia verde" della Tenuta Diavoletto

“Spesso – spiega Maximilian Girardi, titolare 25enne di Tenuta Diavoletto – si sente dire che i giovani non trovano lavoro perché non si vogliono sporcare le mani"

“Braccia… recuperate all’agricoltura”: cambiano i tempi ed è giusto aggiornare anche i proverbi. Il ritorno di massa ai campi da parte dei giovani registrato dalla recente indagine di Coldiretti/Ixè (luglio 2015) si conferma anche a Bertinoro, dove la Tenuta Diavoletto ha dato il via lunedì alla sua prima “vendemmia verde”, iniziando a raccogliere i grappoli di Albana con una squadra formata da soli giovani under 35, la cui età media è inferiore ai 28 anni.

L’idea di condividere il momento più affascinante del proprio lavoro con chi oggi fatica non poco a trovare un’occupazione – la disoccupazione giovanile ha toccato il record del 44,2% a luglio (dati Istat) – ma sogna di lavorare in campagna durante l’estate – il 68% dei giovani under 35 (dati Coldiretti 2015) – è venuta a un loro coetaneo che nel 2012, a soli 22 anni, ha dato vita alla propria cantina puntando su una limitata produzione di qualità di vini tipici romagnoli.

“Spesso – spiega Maximilian Girardi, titolare 25enne di Tenuta Diavoletto – si sente dire che i giovani non trovano lavoro perché non si vogliono sporcare le mani. Eppure sono convinto che in moltissimi casi non è vero, non solo per esperienza personale. Così ho deciso di fare una prova io stesso: ho lanciato via Facebook e attraverso il passaparola la nostra prima “vendemmia verde”, invitando i giovani a venire a vendemmiare da noi. In questo momento si può lavorare a stretto contatto con la natura, ed è di sicuro una bellissima esperienza, ma vi assicuro che c’è anche da rimboccarsi le maniche e darsi da fare dalla mattina alla sera”.

Nell’arco di un paio di giorni all’appello di Maximilian hanno fatto seguito tantissime candidature, tanto che non è stato possibile accoglierle tutte da parte di Tenuta Diavoletto. Forbici in una mano e cassetta nell’altra, una squadra formata da una decina di giovani provenienti da Forlì, Bertinoro, Rocca San Casciano e dintorni ha iniziato la raccolta dell’Albana e dalla prossima settimana si trasferirà tra i filari di Sangiovese. “Alcuni di loro avevano già fatto esperienza in vigna – sottolinea Girardi – altri no: per tutti organizziamo piccoli momenti di formazione in modo che questa esperienza, oltre ad un beneficio economico, lasci loro alcune competenze in più utili anche in futuro”.

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