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Dometic Italy, salta la trattativa. Allarme dei sindacati: "La situazione precipita"

Martedì si sarebbe dovuta svolgere una trattativa nella sede di Confindustria, secondo quanto previsto dall'accordo del 13 settembre scorso, a seguito del quale i lavoratori si erano impegnati a far partire i prodotti finiti a magazzino (66 generatori) per preservare i clienti dell'azienda

Ancora una fumata nera per la Dometic Italy. Martedì si sarebbe dovuta svolgere una trattativa nella sede di Confindustria, secondo quanto previsto dall’accordo del 13 settembre scorso, a seguito del quale i lavoratori si erano impegnati a far partire i prodotti finiti a magazzino (66 generatori) per preservare i clienti dell’azienda. "L’avvocato dell’azienda non si è nemmeno presentato e l’Amministratore unico, Marco Grimandi, ha preteso dai lavoratori la fine dello stato di agitazione, nonostante sia aperta la procedura di licenziamento collettivo (mobilità) e ogni giorno le lettere di licenziamento siano più vicine", affermano in una nota congiunta Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.

I sindacati evidenziano che "lo stesso Grimandi ha anche messo in discussione l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione (nonostante le disponibilità verificate in sede di Ministero del Lavoro)". Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil parlano di "comportamento inqualificabile, in linea con i blitz notturni di questa estate, come inqualificabili sono le decisioni prese in Svezia che cancellano produzioni, saperi e una storia industriale".

I sindacati hanno annunciato uno sciopero immediato per il turno di mercoledì mattina, con picchetto alla sede di via dei Mercanti, "al fine di bloccare interamente l’attività dell’impresa". Per i sindacati "è indispensabile l’intervento delle Istituzioni, a partire dalla Regione Emilia Romagna, perché siano convocati a dover rispondere delle proprie scelte e delle proprie responsabilità i dirigenti della Dometic. E’ dal 14 giugno scorso che i lavoratori sono senza futuro. Questi comportamenti e l’indisponibilità alla trattativa richiedono una risposta generale. Lo sciopero di mercoledì è solo l’inizio".

MERLONI -  "La vicenda Dometic è partita male e prosegue peggio - tuona l'assessore provinciale, Denis Merloni -. I motivi sostenuti dall'Azienda per trasferire gran parte della produzione in Cina erano e restano incomprensibili perchè fuori da ogni logica. Condivido l'indignazione dei lavoratori e spero davvero che non abbia nessun riscontro la previsione di messa in discussione della Cassa integrazione.
Ho già comunicato alla Regione la nostra disponibilità a partecipare ai confronti che vorrà mettere in calendario. Intanto, assieme all'auspicio della ripresa delle trattative fra le Organizzazioni Sindacali e l'Azienda, esprimo la mia piena solidarietà ai lavoratori della Dometic".

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