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Officina Maraldi, i sindacati: "Rispetto e chiarezza per i lavoratori"

"Siamo alla situazione di partenza - affermano i sindacati -. Un'azienda in forte difficoltà che rischia di chiudere e che necessità di un investimento per rilanciarsi. Ma all'orizzonte non sembra esserci nessuno"

I lavoratori delle Officine Maraldi di Bertinoro, circa una cinquantina, sono preoccupati per il loro futuro ed in particolare per il clima di incertezza che regna intorno ad un futuro eventuale proprietario che subentri al gruppo Sfir. Per questo stamattina si tiene anche un presidio in via Benedetto Croce 7 davanti agli uffici del gruppo Maraldi/SFIR, accanto all' Hotel Casali.

I lavoratori inoltre si sono riuniti con i sindacati per approfondire lo stato delle trattative che si sarebero arenate. "Ci ha stupito fortemente apprendere dalla stampa che già dal 9 agosto la proprietà dell’azienda fosse cambiata - illustrano le segreterie di Fiom e Uilm Giovanni Cotugno ed Enrico Imolesi - fatto quanto meno minimizzato dalla dirigenza di Officine Maraldi, che ha sempre parlato di una trattativa in corso e di un preaccordo ancora da perfezionare. Chiediamo semplicemente di incontrare l'imprenditore che subentrerebbe se questi fosse disponibile a presentarsi anche alle Istituzioni del territorio, in una logica di trasparenza e buona fede che, a nostro avviso, deve contraddistinguere chi opera nella zona".

"Ci stupisce inoltre apprendere che tra le motivazioni  che hanno portato ad un disinteresse nel procedere all’acquisizione della Maraldi ce ne sia anche una legata all’atteggiamento delle organizzazioni sindacali", continuano Cotugno ed Imolesi. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori criticano "fortemente anche l’atteggiamento della dirigenza. È necessario un atteggiamento più chiaro e corretto nei confronti dei lavoratori che con il loro impegno contribuiscono alla continuità dell’azienda. Ora siamo alla situazione di partenza: un’azienda in forte difficoltà che rischia di chiudere e che necessità di un investimento per rilanciarsi. Ma all’orizzonte non sembra esserci nessuno. Serve un supporto straordinario per evitare a questo territorio una ulteriore e drammatica perdita di posti di lavoro".

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