Vis Mobility, i sindacati all'attacco: "Useremo tutti gli strumenti legali per il recupero degli arretrati"

“Pur comprendendo la necessità dell’azienda di minimizzare quanto accaduto siamo molto amareggiati dal fatto che Vis Mobility abbia espresso tramite il suo dirigente Boscherini considerazioni a nome dei dipendenti"

“Pur comprendendo la necessità dell’azienda di minimizzare quanto accaduto siamo molto amareggiati dal fatto che Vis Mobility abbia espresso tramite il suo dirigente Boscherini considerazioni a nome dei dipendenti, trascurando da un lato il fatto che con le dimissioni presentate venerdì, con quelle che stanno arrivando in questi giorni e con i numerosi contratti a termine non rinnovati la capacità di produzione a Santa Sofia risulta quasi azzerata. Inoltre affermare che le retribuzioni in arretrato siano 3, quando si aspetta ancora il pagamento della retribuzione di giugno desta ancora più rabbia, essendo i lavoratori alle prese con gli inevitabili problemi dei pagamenti della vita quotidiana”: a tornare sui problemi dell’azienda di Santa Sofia sono i sindacati di categoria Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil di Forlì, per bocca dei segretari Riccardo Zoli, Giovanni Cotugno, Valerio Garattoni.

All’annuncio dei sindacati che, per effetto dell’ultima promessa disattesa sui pagamenti degli arretrati, diversi lavoratori hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa, aveva fatto da contraltare una nota di Roberto Boscherini, che a nome di altri dipendenti ha difeso l’azienda parlando di un suo impegno per il rilancio e il mantenimento dei posti di lavoro. “Vogliamo far chiarezza su quanto sta accadendo nella storica azienda di Santa Sofia – spiegano in una nuova nota i sindacalisti -. Nel corso dell’ultima assemblea sindacale dello scorso 31 ottobre tutti i lavoratori del gruppo Vis Mobility di Santa Sofia hanno discusso della situazione relativa agli ormai 5 stipendi in arretrato. Una volta verificato che le promesse di pagamento delle retribuzioni erano state disattese, compresa quella inverosimile e ai limiti della legalità legata alla consegna di denaro in contante per pagare gli stipendi, si è presa la decisione di procedere con le dimissioni per giusta causa dei lavoratori. Alcuni lavoratori hanno optato subito per le dimissioni per giusta causa, altri invece hanno deciso di pensarci ancora qualche giorno, tutto senza tensioni e nella consapevolezza della difficoltà della scelta di lasciare il proprio lavoro”.

Ed infine: “ Da smentire anche le dichiarazioni circa la messa in sicurezza della società: nei molteplici e poco chiari passaggi societari che si sono susseguiti nell’ultimo anno e mezzo ai lavoratori non è mai arrivato il saldo degli stipendi, i cui arretrati hanno raggiunto attualmente livelli da record, e si è persa anche la proprietà di uno dei capannoni, acquisito da una società terza che per un periodo è stata nella compagine sociale di Vis ma poi è scomparsa. Come Organizzazioni Sindacali continueremo a lavorare con tutti i mezzi anche legali a disposizione per recuperare gli stipendi dei lavoratori”. 
 

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