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Zattini (Ascom): "Il precariato non dipende solo dai salari bassi. Va ridotto il cuneo fiscale"

I costi per le imprese sono aumentati, a causa anche del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, ai quali Confcommercio fermamente crede. Ci avviamo però verso una fase di recessione che per il mondo dell'impresa non sarà facile affrontare".

Lavoro precario. Per la Cgil "i salari sono troppo bassi". "Su questo la segretaria della Cgil, Maria Giorgini, ha ragione - argomenta il direttore di Ascom - Confcommercio, Alberto Zattini -. Si può agire anzitutto sul cuneo fiscale, così che il lavoratore possa  avere alla fine del mese più soldi in busta paga. Oggi come oggi il costo del lavoratore, per l'impresa, è eccessivo. Per fare un esempio, se un dipendente riceve in busta paga 1.200 euro, a chi lo ha assunto ne costa almeno il doppio". Un tema, quello del costo del lavoro "del quale in campagna elettorale non si sente parlare". Ancora: "I costi per le imprese sono aumentati, a causa anche del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, ai quali Confcommercio fermamente crede. Ci avviamo però verso una fase di recessione che per il mondo dell'impresa non sarà facile affrontare".

Di recente, ricorda Zattini, "è stato rinnovato il contratto del mondo del commercio, che prevede 14 mensilità, sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil. Riteniamo evidente che per le organizzazioni sindacali e datoriali negli anni hanno sempre portato avanti, un tema, quello del rinnovo dei contratti, che servono per garantire un salario adeguato. Non credo che il precariato sia riconducibile solo a un aspetto di salari bassi. Ci sono dinamiche più sociologiche: le aziende hanno difficoltà a trovare lavoratori. Temo che tra qualche anno questo trend si invertirà: saranno i lavoratori a cercare posti che non ci saranno più".


 

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