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Zona rossa, artigiani e commercianti sono contrari: "Forlì è un territorio a parte rispetto al resto della Romagna"

"Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini pur facendo parte di un’unica Ausl, sono realtà autonome, dotate di ospedali all’avanguardia in grado di gestire l’attuale livello di contagi".

Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti le più rappresentative associazioni dell’artigianato e del commercio di Forlì hanno scritto al Presidente della Regione Stefano Bonaccini per manifestare il malcontento delle imprese associate per la scelta di penalizzare il  comprensorio forlivese con la "zona rossa". “Le imprese e le attività locali hanno scrupolosamente rispettato i protocolli predisposti di concerto con le istituzioni, effettuando importanti investimenti, al contempo i cittadini si sono sempre dimostrati attenti alle regole per il contenimento della pandemia: risulta dunque incomprensibile la decisione di chiudere anche il forlivese, soprattutto a fronte del mantenimento in zona arancione di altre realtà emiliano - romagnole.”

Le quattro associazioni ribadiscono la necessità di dare fiducia alle piccole imprese locali, motore dell’economia locale, già prostrate da questi mesi di aperture a singhiozzo: “Il quadro dei parametri relativi al trend Covid non appare chiaro e comprensibile. Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini pur facendo parte di un’unica Ausl, sono realtà autonome, dotate di ospedali all’avanguardia in grado di gestire l’attuale livello di contagi. E a chi solleva il tema della vicinanza territoriale con realtà funestate dal virus, evidenziamo che le province di questa Regione collocate in arancione condividono la medesima fattispecie.” Continuano: “diventa sempre più difficile far comprendere, a chi vive e lavora nel territorio e che s’impegna quotidianamente per il benessere collettivo, le motivazioni che impongono un nuovo stop, con conseguenti danni economici che aggravano una situazione già difficilmente sostenibile. Artigiani e commercianti sono esasperati, i ristori non sono sufficienti a contenere le perdite subite; per quanto s’invitino le imprese alla moderazione, la frustrazione e la rabbia sono i sentimenti dominanti. Per questo, è stato chiesto di rivalutare l’inserimento del nostro comprensorio nella zona rossa, per tutelare il lavoro di chi opera, da sempre, nel rispetto delle regole".

E concludono “il Presidente confermi la zona arancione per il comprensorio forlivese, rimettendo nella responsabilità dei Sindaci la possibilità di intervenire con ordinanze sindacali, laddove vi fosse la necessità, per luoghi e situazioni oggettivamente critiche, da assoggettare ai vincoli della zona rossa. Chiediamo, pertanto, di dare credito alla capacità del nostro territorio e dei nostri amministratori di essere in grado di gestire emergenza e solidarietà sanitaria, nel più efficace modo possibile, preservando le nostre imprese e la nostra economia.”

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