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A Forlì una mostra per Maximilian Capa: 'il padre del fumetto underground italiano'

GianLuca Umiliacchi della Fumettoteca: "Max è stato un grande protagonista del fermento controculturale, nel panorama italiano, una voce dirompente di quel fumetto underground nazionale dagli anni Settanta in poi"

A seguito delle già presentate iniziative dedicate all'autore Maximilian Capa, pseudonimo di Nino Armando Ceretti, la Fumettoteca Nazionale Alessandro Callegati 'Calle' Social Community Hub prosegue il percorso per ricordare l'artista scomparso che con le sue realizzazioni fumettistiche nei primi anni '70 fu definito il 'Padre del fumetto underground italiano'. Per i mesi di luglio e agosto un'esposizione consultabile presenterà al pubblico una parte dell'enorme lavoro fumettistico e no, realizzato da Max Capa che da molti anni trasferitosi in Francia viveva a Parigi. Quindi, oltre alla mostra online con più di 120 copertine periodicamente implementata, al Forum di ricerca e approfondimento sul lavoro artistico dei Max Capa, sono previste aperture gratuite straordinarie pubbliche per i fine settimana di luglio e agosto, dalle ore 14:00 alle 18:00 nella sede fumettotecaria in via Curiel, 51 Forlì. In omaggio, fino ad esaurimento, fumetti per il pubblico. 

"Ho avuto il piacere di conoscere Max Capa nel 1993 - precisa l'esperto fumettotecario GianLuca Umiliacchi - e da allora ho avuto modo di realizzare molti progetti in collaborazione con Max, partendo dal sito dedicato a Puzz, la sua testata di saballofumetti. Il primo pezzo che scrissi su di lui era intitolato 'Quasi un manifesto per l’illogica delle immagini' e in tre decenni di corrispondenza, collaborazione e progettazione con tante altre situazioni che mi hanno permesso di proseguire un percorso in stretta compagnia di Max. Non serve che lo ribadisca io. Max è stato un grande protagonista del fermento controculturale, nel panorama italiano, una voce dirompente di quel fumetto underground nazionale dagli anni Settanta in poi, al contempo un valido 'Padre' dell’arte sequenziale narrativa italiana. Le sue storie, surrealiste, visionarie allineate al nonsenso narrativo, si possono sdoganare come feroci critiche dirette alla politica, alla società e all’umanità del periodo. Un creare e ricreare che portava all’apertura di percorsi alternativi, nella sperimentazione del panorama fumettistico italiano, quando ancora i fermenti culturali e sociali era più che mai vivi".

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