Un nuovo appello a Pupi Avati: "Non dimentichiamo la vita di Dante a Forlì"

Il presidente di Direzione21 al regista: "Il racconto nel suo film di questo periodo renderebbe giustizia alla nostra città per il ruolo determinante all'inizio dell’esilio del poeta"

Dante e Forlì, un binomio che non va sottovalutato. Proprio per evidenziare questo rapporto storico e culturale tra il Sommo Poeta e la nostra città il presidente dell'associazione Direzione21, Andrea Sansovini, si rivolge al regista Pupi Avati in una accorata lettera aperta. L'associazione forlivese si affida al noto regista che lavora da diverso tempo a un grande film sulla vita di Dante Alighieri. Un appello non isolato, dopo la lettera di Viroli e Zelli, è Direzione21 a spingere sull'acceleratore per far sì che il periodo forlivese di Dante non sia dimenticato.

"Gentilissimo Maestro Pupi Avati, ci permettiamo di distoglierla per qualche istante dai suoi numerosi impegni per sottoporre alla sua attenzione una questione che ci sta particolarmente a cuore. L'Associazione Direzione21 di cui sono presidente da sei anni organizza a Forlì eventi danteschi con un programma che in ogni edizione culmina con l'ormai classica maratona di lettura integrale della “Divina Commedia” che quest'anno, nonostante il grave momento di emergenza sanitaria, si è tenuto lo scorso 20 giugno ed è stata integralmente trasmessa in diretta sui social network.

L'esperienza della maratona ha permesso negli anni a centinaia e centinaia di persone di partecipare alla manifestazione, raccogliendo oltre ad estimatori e appassionati, anche comuni cittadini rapiti dai versi del Sommo Poeta. Nell'ultima edizione, la maratona ha visto partecipare 12 classi delle scuole di Forlì, più di 120 lettori volontari di diverse età, razze, estrazioni sociali e lingue con letture, oltre che in italiano, in francese, inglese, spagnolo, portoghese, russo, armeno, arabo e altre lingue grazie alla consolidata collaborazione con Università degli Studi di Bologna Campus di Forlì - Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori. Tra i video pervenuti, direttamente da Chicago è giunto poi il contributo in lingua inglese di frate Joseph Hudson della Confraternita di san Domenico, uno dei più importanti dantisti americani viventi.

Come nei giorni scorsi due nostri soci fondatori, Marco Viroli e Gabriele Zelli, hanno avuto modo di rimarcare in una lettera aperta a lei indirizzata e pubblicata sulle testate online e sui quotidiani cartacei locali, dopo le due condanne a morte, dal 1301 Dante visse in esilio senza poter rivedere la città natale, Il poeta trovò inizialmente rifugio ad Arezzo, quindi a Forlì presso la corte ghibellina di Scarpetta degli Ordelaffi. Qui progettò almeno due tentativi di rientrare a Firenze che non ebbero però successo perché respinti dall'esercito dei guelfi bianchi guidati da un altro forlivese, Fulcieri da Calboli.

Con questa nostra lettera desideriamo esternare tutta la nostra gratitudine e sostegno al suo progetto, chiedendole di voler evidenziare nella sceneggiatura l'importante periodo in cui Dante visse a Forlì e lavorò come segretario di Scarpetta Ordelaffi, sottolineando al tempo stesso il ruolo centrale che la nostra città ricoprì nella vita del Sommo Poeta che ebbe modo di incontrare qui anche un grande forlivese, San Pellegrino Laziosi, nato anch'egli, come Dante, nel 1265.

Il racconto nel suo film di questo periodo vissuto alla corte degli Ordelaffi, unitamente all'importantissima mostra "Dante. La visione dell'arte", recentemente annunciata per il 2021 dalla Fondazione Cassa dei Risparmi locale e dalla Galleria degli Uffizi, renderebbe merito e giustizia alla nostra città per il ruolo determinante che ha ricoperto all'inizio dell’esilio del poeta, consentendogli di iniziare a scrivere il suo capolavoro immortale.

La nostra città ha sempre amato il grande lavoro cinematografico da lei svolto a livello nazionale e internazionale e alcuni nostri concittadini come Aurelio Angelucci e Bruno Casalboni hanno addirittura avuto l'onore di recitare in alcuni suoi film, mantenendo vivo il legame tra Forlì e la famiglia Avati. Questa nostra lettera vuole consolidare e rinsaldare questa stima e la passione e l'affetto che la nostra città nutre nei suoi confronti, per il suo lavoro e per la sua poetica. Nell'accomiatarci le inviamo un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro a tutti i suoi progetti e un invito a presentare a Forlì il suo film sulla vita di Dante Alighieri, una volta ultimato, ospite della nostra città".

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