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Ragioneria celebra il Giorno della Memoria con lo spettacolo "Rwanda: Dio è qui”

Rwanda: Dio è qui è teatro civile purissimo, imperniato sulla storia di dignità e fratellanza di un uomo e di una donna, capaci di un gesto straordinario in grado di scuotere le coscienze

L’Istituto tecnico economico “Matteucci” ha scelto di celebrare il “Giorno della Memoria 2015” promuovendo lo spettacolo “Rwanda: Dio è qui” di Marco Cortesi e Mara Moschini. E’ il 27 gennaio 1945: l’Armata Rossa entra nel lager nazista di Auschwitz e libera i sopravvissuti allo sterminio. Dall’anno 2000, l’Italia ha individuato il 27 gennaio come il Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

“A fronte di uno sterminio storicizzato come l’Olocausto ebraico – dichiara la professoressa Liana Lombini - esistono genocidi terrificanti rimasti sconosciuti e fors’anche sottaciuti: è il caso del Ruanda”. Dai primi di aprile a metà luglio del 1994, per circa 100 giorni vennero massacrate sistematicamente, a colpi di armi da fuoco, machete pangas e bastoni chiodati, almeno 500.000 persone (stime di “Human Rights Watch”). In base ad indagini successive svolte dal network inglese BBC, il numero delle vittime, prevalentemente di etnia Tutsi, è salito fino alla terrificante cifra di un milione di persone. “Avevo solo due possibilità – dichiara Augustin Maniriho, sopravvissuto - fuggire o lottare. Io ho scelto la seconda”. “Abbiamo scelto lo spettacolo di Marco Cortesi e Mara Moschini – continua la docente - sia per le apprezzate qualità della giovane coppia di attori, sia perché il loro ultimo lavoro propone una storia vera, tratta da un recente genocidio troppo dimenticato e controverso. Commemorando il massacro africano a vent’anni esatti da quei tragici viventi, si vogliono ricordare tutti gli altri eccidi che nel corso del XX secolo hanno insanguinato l’Europa e non solo”.

Rwanda: Dio è qui è teatro civile purissimo, imperniato sulla storia di dignità e fratellanza di un uomo e di una donna, capaci di un gesto straordinario in grado di scuotere le coscienze. La notevole bravura dei due attori, che, con una scenografia minimale hanno proposto questa storia travolgente, ha prodotto in seno a “Ragioneria” un’attenta partecipazione emotiva degli studenti, che si sono sentiti coinvolti “in mezzo alla scena”. “C'eravate solo voi due - scrive una studentessa dell’I.T.E. su facebook – di fronte ad una parete di mattoni rossi. Niente video, né foto, niente luci o scenografia. Ad un certo punto mi sono accorta che vi guardavo, ma quello che vedevo era quello che stavate raccontando. Vedevo ogni cosa. La storia che raccontate ti toglie il fiato più di un film, ti regala paura, lacrime, gioia e risate. Grazie”. Lo spettacolo è già andato in scena nei locali della scuola nelle mattinate del 14, 15 e 26 gennaio, con due repliche al dì per consentire a tutti gli studenti e professori di assistervi

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