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30 anni di Naima: "Ora si cerca una sede fissa"

Con il concerto del 30 dicembre scorso, presso la discoteca Empyre, il Naima jazz & blues club di Forlì ha concluso la sua maratona musicale dei 30 concerti, in 30 location diverse, con 30 band tutte di Forlì

Con il concerto del 30 dicembre scorso, presso la discoteca Empyre, il Naima jazz & blues club di Forlì ha concluso la sua maratona musicale dei 30 concerti, in 30 location diverse, con 30 band tutte di Forlì, iniziata il 15 settembre scorso, in piazza Saffi, il cuore della città, per i festeggiamenti dei suoi primi  30 anni di attività. Le location hanno riguardato piazze, cortili, piccoli club, giardini, chiese, carceri, auditorium, chiese, basiliche.

Le band  o i singoli musicisti sono stati scelti tra le eccellenze musicali della città, tra cui spiccavano nomi come Danilo Rossi, prima viola alla Scala di Milano, Marco Sabiu, direttore musicale del festival di Sanremo, fino a Vince Vallicelli, blues drummer a livello europeo o l’Orchestra Classica “ Bruno Maderna, un Ensemble di 15 elementi, nell’ottica della contaminazione di generi, di stili, di sound. "E’ la prima volta nella storia musicale della città - esordisce Michele Minisci, patron del Naima - che si è riusciti a mettere in sinergia tutte queste realtà musicali; un progetto suggestivo ed entusiasmante che solo una realtà come il Naima club, con il suo prestigio, la sua autorevolezza, poteva portare avanti. Un traguardo prestigioso ed entusiasmante questo dei 30 anni,  se si pensa che gli altri due club che possono vantare tanta longevità sono uno a Roma, l’Alexander Platz, e uno a Milano, le Scimmie, le due capitali d’Italia, mentre il Naima opera in una piccola città di provincia con poco più di 100.000 abitanti. E già questo può dare il senso della titanicità dell’impresa. Un’impresa che ha visto in questi 30 anni l’organizzazione di ben 1.513 concerti, la presenza di 7.535 musicisti da tutto il mondo, la partecipazione di 313.000 spettatori da tutta Italia, il coinvolgimento di 335 band emergenti".

Minisci, il deus ex machina di questo club, ha fatto tutte queste cose, e in più le ha fatte diventare il “Naima”, nome magico ed esotico, tanto più magico ed esotico se pensiamo che si è radicato in un angolo tranquillo della Romagna, trasformando il fiume Montone nel Mississippi e la via Emilia nella Route 66  o nella Highway 61. E a questo sogno ci hanno creduto in tanti, eppure l’elenco pare incredibile, inaugurato com’è da Chet Baker, astro splendente di quella musica che ci ha fatto crescere dentro una nostalgia che altrimenti non ci sarebbe, come questo posto, che è il posto naturale di questa nostalgia, dove la musica è padrona accogliente e ospitale, dove generazioni di desideri, sogni, vittorie e sconfitte hanno avuto la luce del palcoscenico e i bicchieri per brindare o dimenticare. "La storia di un locale dove si fa musica, e per 30 anni, è molto difficile da raccontare in un articolo, proprio perché il documento principe che non si può allegare è ciò che si è ascoltato in una determinata sera di un determinato anno. Non si possono raccontare le voci, gli umori, gli strepiti di un pubblico proveniente da tutta la regione e spesso anche oltre,  e meno che mai le sbronze di una jam session non prevista e sfibrante di umidità e risate… come è capitato spesso dopo i concerti di un certo Vinicio Capossela, che in pratica ha cominciato a muovere i primi passi proprio in questo club. E di fronte, oggi, alle innumerevoli difficoltà, ai tagli di contributi, alla maledetta crisi economica, alla ricerca, finalmente, di una propria sede fissa, stabile,  è auspicabile che il Naima diventi, sempre di più,  uno di quei luoghi dell’anima che la gente, il suo pubblico, non deve, a nessun costo,  permettere che si scontri con difficoltà sempre più ingombranti. Sarebbe come spegnere la musica di una città, lasciando soltanto il rumore confuso e senza scopo che rende sordi e che ci fa scordare che sappiamo ancora sognare e soprattutto che i sogni hanno una musica ben precisa: quella che ogni anno il Naima lascia scivolare nel cielo sopra Forlì".

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