Dovadola, chiusura per il festival "L'Occidente nel Labirinto"

Non ci poteva essere migliore conclusione per il Festival "L'Occidente nel labirinto", ideato dal Circolo Acli Lamberto Valli, quest'anno dedicato a "S. Francesco. Elogio della fraternità", della serata di giovedì  che si è svolta presso il Teatro Comunale di Dovadola

Non ci poteva essere migliore conclusione per il Festival "L'Occidente nel labirinto", ideato dal Circolo Acli Lamberto Valli, quest'anno dedicato a "S. Francesco. Elogio della fraternità", della serata di giovedì  che si è svolta presso il Teatro Comunale di Dovadola, gremito in ogni ordine di posti e con tanta gente in piedi, che ha visto protagonisti gli alunni di alcune scuole dell'Istituto Comprensivo Valle del Montone mettere in scena "Sorella Pace", spettacolo teatrale suddiviso in tre momenti incentrato sulle figure di San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio di Padova. La rappresentazione è stato l'evento finale di un progetto svolto nel corso delle ultime settimane e coordinato dalle maestre Francesca Fantini, Marzia Marchesini e Mariolina Ghetti. Presenti in teatro anche Anna Starnini ed Eleonora Toledo, rispettivamente dirigente scolastico e collaboratrice della dirigente dell'Istituto Comprensivo della Val Montone, Alessandra Righini e Pietro Caruso, ideatori del programma del Festival, Gabriele Zelli, sindaco di Dovadola.

Gli alunni della scuola primaria "Ambrogio Traversari" di Portico, il paese dei presepi, hanno messo in scena l'intuizione di Francesco che per primo realizzò nel paese di Greccio il primo presepe vivente della storia. La rappresentazione del presepe è stata preceduta dall'incontro fra il Santo e il lupo, segno della pace fra gli uomini e il mondo della natura, di come l'esperienza dii essere accolti può cambiare una realtà di sofferenza. 

Gli studenti della classe V della scuola primaria "Benedetta Bianchi Porro" di Dovadola hanno ricordato l'arrivo nel 1221 del giovane Antonio, frate francescano, a Montepaolo dove soggiornò presso un modesto romitorio collocato sulle pendici della collina, lato valle della Samoggia, e la storica rivelazione di Forlì nel settembre 1222, quando durante un capitolo di frati e altri religiosi, mancando il predicatore designato, Antonino lo sostituì colpendo i presenti per la preparazione teologica e l'ardore della predicazione, tanto da diventare immediatamente un punto di riferimento per tutto il movimento francescano delle regioni italiane del centro-nord. 

Infine, gli alunni delle classi V della scuola primaria "Serri Pini" di Castrocaro Terme e Terra del Sole hanno interpretato "Francesco va' e costruisci la pace"; episodio in cui si racconta l'impegno del Santo per realizzare la pace tra i fratelli e i popoli del suo tempo, usando parole semplici come strumento per favorire la partecipazione e la condivisione, tanto che la sua comunicazione diventerà comunione con gli uomini e con tutto il creato. In questo modo Francesco riuscì ad abbattere i muri dell'esteriorità e dell'indifferenza, il muro dei benpensanti, dello sfruttamento, della paura, del pregiudizio e dell'ostilità. Costruì un dialogo di pace basato sul sogno di un progetto da realizzare come scelta di vita, manifestando il rispetto per ogni essere vivente, andando incontro al fratello con fiducia, con accoglienza e dialogo, riuscendo in tal modo a realizzare un cambiamento epocale per le istituzioni e per la società a lui contemporanea che è attuale fino ai nostri giorni. Uno dei momenti simbolo della vita di Francesco, messa in scena con efficacia dai giovani protagonisti, fu il colloquio con il Sultano d'Egitto avvenuto nel 1219 a Damietta, una città a 200 chilometri a nord del Cairo. Francesco fece quel viaggio partendo dall'Italia per superare le differenze e aprire un canale di comunicazione. Fu uno dei più straordinari gesti di pace nella storia del dialogo tra religioni, in anni in cui le differenze erano fortemente sentite; un incontro che ha rivestito un profondo significato storico, con conseguenze fondamentali nel dialogo Interreligioso e per la pace nel mondo. 
Le tre brevi rappresentazioni sono state molto apprezzate dai presenti perché capaci di richiamare l'attenzione sugli avvenimenti odierni in Italia e nel mondo e sulla necessità di diventare costruttori di pace, a partire dal luogo in cui siamo e dalle persone che ci sono vicine. "Occorre orientare, ha sottolineato Anna Starnini, dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo, nel suo intervento di saluto, il nostro cammino sulla strada dell'amicizia, della fraternità, dell'incontro, del dialogo, affinché la storia di Francesco d'Assisi e Sant'Antonio di Padova non resti memoria remota, ma diventi parola e storia odierna, soprattutto nei gesti quotidiani". 

Intervenendo all'inizio della serata, il sindaco di Dovadola Gabriele Zelli, ha evidenziato che nel 2021 ricorreranno gli 800 anni dell'arrivo dell'umile frate Antonio a Montepaolo di Dovadola e in Romagna e la ricorrenza dovrà essere celebrata per rinnovare l'attaccamento della gente al movimento francescano nonostante i frati minori abbiamo stabilito di abbandonare il Santuario di Sant'Antonio a Montepaolo e la chiesa di San Francesco a Forlì.

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