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Il Duomo di Forlì illuminato per la Madonna del Fuoco con 5mila lampadine

L'allestimento, regalato anche quest'anno al Comune di Forlì da Hera Luce, ha previsto il montaggio di ben mille metri di lampade, in grado di produrre complessivamente 16 Kw di potenza. Il montaggio è molto impegnativo

Da sabato e fino a domenica 8 febbraio le luminarie del Duomo di Forlì e di Porta Schiavonia saranno riaccese in occasione della Madonna del Fuoco, patrona della città di Forlì, la cui Cappella è contenuta all’interno della Cattedrale. L’allestimento, regalato anche quest’anno al Comune di Forlì da Hera Luce, ha previsto il montaggio di ben mille metri di lampade, in grado di produrre complessivamente 16 Kw di potenza.

Il montaggio è molto impegnativo, in quanto il km di fili con le 5mila lampadine deve essere collocato sulla cupola e sul campanile del Duomo: per questo è stata chiamata da Hera Luce la ditta specializzata di Macerata che, grazie ad un particolare corso di specializzazione sulle imbragature necessarie, dal 1993 è in grado di occuparsi dell’allestimento a Forlì, che rappresenta il suo ‘fiore all’occhiello’.

All'interno del Duomo suo interno, nella cappella sinistra, si trova la xilografia della Madonna del Fuoco, Patrona della Diocesi.

Cappella della Madonna del Fuoco

La cappella-santuario della Madonna del Fuoco fu realizzata negli anni 1619-36 dall'architetto faentino Domenico Paganelli. È coperta da una cupola ottagonale con alto tamburo che presenta un affresco rifinito a tempera di Carlo Cignani iniziato forse nel 1686 e terminato nel 1706 che rappresenta l'Assunzione della Vergine restaurato anche da Pompeo Randi. Nelle nicchie inserite fra le finestre del tamburo si trova l'affresco dei quattro Evangelisti, opera dello scultore bolognese Giuseppe Mazza. I pennacchi presentano dei putti in stucco di Filippo Balugani.

Sulla faccia interna dell'arco d'ingresso si trova Il miracolo della Madonna del Fuoco, opera di Pompeo Randi. Ai lati si trovano le due cantorie in marmo disegnate da Gaetano Stegani che nel 1770 circa sostituirono quelle primitive di legno. L'organo sulla parete destra è opera della bottega veneziana dei Callido. La tribuna nella quale è conservata la xilografia della Madonna del Fuoco fu realizzata a spese del cardinale Fabri, che commissionò anche l’altare maggiore.

Al centro della cappella si trova la xilografia della Madonna del Fuoco, risalente ai primi anni del XV secolo.

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