Eraldo Baldini presenta "I giorni del sacro e del magico"

Sabato alle 18, alla "Libreria Ubik" (centro commerciale Punta di Ferro), Eraldo Baldini presenta "I giorni del sacro e del magico - Tradizioni «dimenticate» del ciclo dell’anno in Romagna" («Il Ponte Vecchio», Cesena, 2018). Dialogherà con l’autore Marco Viroli. Se il ciclo dell’anno costituisce uno dei contenitori e dei motori principali delle usanze folkloriche, è in quello che si possono cercare e individuare alcune «tradizioni dimenticate» su cui soffermarsi. Il termine «dimenticate» non significa che non ve ne sia memoria, o che non ne esista una qualche forma di riattualizzazione, per quanto blanda e ormai decontestualizzata; significa solo che si sono in gran parte perdute la conoscenza e la consapevolezza dei loro significati, sia perché l’articolato sistema mitico-rituale in cui si innestavano non è più cogente, sia perché in una società che ormai ha allentato i propri legami con il lavoro agricolo, la stagionalità, il culto dei morti e i cicli cosmici, tali occasioni risultano non più chiaramente armonizzate in un continuum decifrabile com’era quello, culturalmente condiviso, delle società del passato.

Baldini, l’antropologo culturale che più di ogni altro ha sapientemente indagato la cultura popolare della Romagna, ci conduce con questo libro in un viaggio fra diverse occasioni del festivo, portandoci a scoprirne le vecchie forme e i reconditi significati: si va dal giorno di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali ed erede di un arcaico nume pagano, ai balli e alle «battaglie rituali» nel tempo di Carnevale, alla Segavecchia, ai Mattutini delle Tenebre della Settimana Santa, residui forse di cerimonie di cacciata del male e degli spiriti, agli scherzi primaverili delle Mischief Nights, ai talismani magici dell’Ascensione, alle ritualità velate di mistero della notte di San Giovanni, alla credenza nello Spirito del Grano, ai bagni propiziatori in mare nel giorno di San Lorenzo, alle ricorrenze autunnali dedicate sia ai morti che alla nuova vita insita nelle semine, ai dolci tipici del giorno di Santa Caterina, alle virtù suggestive del ceppo natalizio.
Un viaggio imperdibile nel passato per meglio comprendere un substrato culturale che ancora oggi ci definisce e ci influenza più di quanto possiamo credere.

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