Martedì, 22 Giugno 2021
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"Essere umane", spazio al protagonismo femminile: svelata la grande mostra fotografica al San Domenico

Un viaggio per immagini nell’evoluzione del linguaggio fotografico mondiale, con una specifica attenzione allo “sguardo femminile”, a partire dagli anni Trenta del Novecento, quando grazie all’affermazione delle prime riviste illustrate la fotografia è diventata il principale linguaggio della comunicazione contemporanea

Dopo circa un anno dalla prima presentazione della mostra, “Essere umane. Le grandi fotografe raccontano il mondo”, evento sulla fotografia nella settimana del Buon Vivere, posticipata a causa delle condizioni sanitarie, l’esposizione torna ad essere al centro dell’attenzione con la proposta dell’allestimento in tempo per l’inaugurazione il 18 settembre alla presenza del Ministro alla Cultura Dario Franceschini e all’assessore al Turismo della Regione Andrea Corsini.

La mostra è a cura di Walter Guadagnini e negli ultimi mesi è stata ampliata con circa 40 immagini per un totale di 314 fotografie di 30 autrici dell’arte, per un viaggio nel mondo della fotografia in tutto il Novecento e fino ai giorni nostri. È costante la suddivisione in tre periodi dell’esposizione: il primo che comprende dagli anni ’30 fino agli ’50, il secondo periodo fino agli ’80 ed il terzo fino ai giorni nostri con uno spazio dedicato alla fotografa forlivese Silvia Camporesi.

VIDEO - La presentazione di "Essere umane"

"A Silvia tengo molto – ha detto il sindaco Gian Luca Zattini alla presentazione della mostra collegato dalla Sala della Giunta in Municipio – noi siamo in debito con McCurry e chiedo a Monica Fantini di farlo venire a Forlì per conferirgli la cittadinanza onoraria; da quell’evento c’è attesa a Forlì per le mostre fotografiche". La mostra di Steve McCurry rappresentò, infatti, un importantissimo appuntamento per il territorio, dai lunghi evidenti riverberi nella diffusione dell’arte fotografica, il sindaco Zattini ha voluto però sottolineare l’importanza di unire gli eventi culturali al turismo: "Vogliamo creare un volano economico nel turismo culturale, Forlì è una delle capitali italiane della cultura e il Comune investe sulla cultura con anche il completamento dell’ala mancante dei Musei di San Domenico; la città ha una vocazione culturale e vogliamo che l’offerta culturale abbia la continuità nei 12 mesi dell’anno”.

L’assessore al Turismo dell’Emilia Romagna Corsini ha evidenziato il ruolo di Forlì nella Regione: “L’esposizione fotografica conferma Forlì una città dove le mostre sono una consuetudine, con la qualità delle proposte e la città è un polo trainante per la Regione”. Il neo presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Maurizio Gardini in un videomessaggio ha condiviso la posizione del sindaco sullo sviluppo economico associato al turismo, aggiungendo anche uno dei punti del programma del mandato: “La mostra è un grande evento che dà spazio al protagonismo femminile che sarà uno degli obiettivi della Fondazione”.

Il Curatore scientifico della mostra Guadagnini ha valorizzato il ritardo dell’esposizione insistendo sull’incremento delle opere esposte e su una comunicazione ad una platea maggiormente ampliata: “il progetto è ambizioso ed il lavoro complesso la mostra legge in parallelo lo sviluppo storico e sociale con gli occhi dei testimoni. Avremmo potuto aggiungere tante elaborazioni di altre fotografie, ma lo abbiamo lasciato ad un’altra mostra. In questa esposizione saranno presenti i grandi nomi della fotografia femminile”. Con un inizio incentrato sulle fotografe occidentali, ai giorni nostri il genere è praticato anche dalle orientali con un’attenzione anche per l’Italia e per alcune espressioni evidenti nelle immagini immortalate – la Milano da bere – già coniate precedentemente alla divulgazione al pubblico. Fabio Lazzari ha sottolineato l’importanza di una mostra così vasta dedicata alla fotografia: “È una esposizione nella quale gli artisti sono valutati per la qualità delle cose che fanno e non perché sono donne e uomini. Ciò che emerge in particolare per le fotografe è un’attenzione alla dimensione più intima con uno sguardo che entra in relazione con il soggetto; la fotografia ha un valore estetico, formale, sociale potentissimo e ha un ruolo di strumento di conoscenza”. 

La mostra

Tra le 314 fotografie in mostra, si possono segnalare le leggendarie immagini di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, la strepitosa serie delle maschere di Inge Morath, realizzata con Saul Steinberg, gli iconici volti dei contadini durante la Grande Depressione di Dorothea Lange, il sorprendente servizio di Eve Arnold su una sfilata di moda ad Harlem negli anni Cinquanta e i rivoluzionari scatti di Annie Leibovitz per una epocale edizione del Calendario Pirelli.

Un viaggio per immagini nell’evoluzione del linguaggio fotografico mondiale, con una specifica attenzione allo “sguardo femminile”, a partire dagli anni Trenta del Novecento, quando grazie all’affermazione delle prime riviste illustrate la fotografia è diventata il principale linguaggio della comunicazione contemporanea. In mostra, dunque, sarà possibile seguire questa evoluzione attraverso i grandi reportage di guerra e i cambiamenti dei costumi sociali, la ricostruzione post-bellica e le questioni di genere, l’affermarsi della società dei consumi e l’osservazione del ruolo della donna nei paesi extra-occidentali.

L’idea guida è stata, infatti, quella di allestire una mostra senza precedenti in Italia e non solo, dedicata al lavoro delle autrici che, dagli anni ’30 alla contemporaneità, hanno interpretato la fotografia come strumento di indagine e di riflessione, con registri espressivi talvolta poetici, in altri casi più crudi, sui grandi temi che hanno attraversato la società nei diversi segmenti temporali del XX e degli inizi del XXI secolo. La selezione ampia per quantità e qualità di nomi e di opere che è stata operata in questo caso (30 autrici e 314 opere), fa si che “Essere Umane” si candidi ad essere la prima e la più importante in Italia e non solo, come ricognizione di ampio respiro internazionale e di valore storico, artistico e culturale.

Le sezioni

La prima sezione dedicata agli anni ’30-’50, va dalla serie realizzata dall’americana Dorothea Lange durante la crisi americana degli anni ’30 per la FSA (Farm Security Administration), a quelle di Lee Miller, anche lei americana, eseguite nell’appartamento di Hitler alla fine della seconda guerra mondiale, dalle serie “inglesi” della tedesca Giséle Freund alle fotografie scattate in Italia dall’americana Ruth Orkin (tra cui la celebre American Girl in Italy) nel 1951, dalle immagini della serie “Reflections” dell’austriaca Lisette Model, che indagano il tema del consumismo americano, alle fotografie del periodo messicano dell’italiana Tina Modotti, durante il quale conobbe e fotografò, tra l’altro, gli artisti Diego Rivera e Frida Kahlo.
E poi ancora, sempre nella prima sezione, saranno presenti altre tre autrici statunitensi: Berenice Abbott, già assistente di Man Ray negli anni ’20 a Parigi, Margareth Bourke-White, la prima fotografa straniera a cui fu permesso di scattare fotografie nella allora Unione Sovietica e infine la serie sulle sfilate di donne afro-americane ad Harlem dell’americana Eve Arnold (proprio queste immagini convinsero Henri Cartier-Bresson a chiamare la Arnold alla Magnum, prima donna insieme ad Inge Morath a far parte della prestigiosa agenzia fotografica parigina fondata da Robert Capa).
Da segnalare infine la recente acquisizione di 10 opere di Gerda Taro scattate durante la guerra civile spagnola degli anni ’30.

Nella seconda sezione, dagli anni ‘60 agli anni ’80, si andrà dalla “Mask series” nata dall’incontro tra l’austriaca Inge Morath e il grande disegnatore rumeno naturalizzato americano Saul Steinberg agli inizi degli anni ’60, alle immagini inquietanti e spesso controverse di personaggi singolari dell’americana di origini russe Diane Arbus, dalle fotografie  di denuncia delle condizioni degradanti delle Carnival Strippers dell’americana Susan Meiselas, alle fotografie scattate tra gli indiani dell’Amazzonia Yanomami dalla brasiliana Claudia Andujar, protagonista di una recente personale alla Fondazione Cartier di Parigi, o ancora quelle della serie dedicata negli anni ’70-’80 alla comunità matriarcale di Juchitan, in Messico, da Graciela Iturbide, fino a quelle che l’indiana Dayanita Singh ha scattato per oltre dieci anni Mona Ahmed, stringendo con lui un rapporto di profonda amicizia che traspare nelle immagini pervase di intima e spesso poetica partecipazione. Molto importante, in questa sezione, lo spazio dedicato ad alcune tra le più autorevoli esponenti della fotografia italiana come Carla Cerati, con immagini da “Mondo cocktail”, serie dedicata alla realtà borghese dei cocktail party milanesi, Lisetta Carmi con la serie del 1965 dedicata alla comunità di travestiti che aveva occupato l’ex ghetto ebraico di Genova, Paola Mattioli con i celebri autoritratti degli anni ’70, e Letizia Battaglia, con le immagini dedicate alle bambine di Palermo e agli omicidi della mafia. Una sezione speciale, infine, sarà dedicata ai ritratti di tredici donne di spicco di vari settori, dall’imprenditoria allo sport, dalla musica al cinema, realizzati da una delle più celebri fotografe del mondo, Annie Leibovitz, per l’iconico Calendario Pirelli 2016.

Più articolata la sezione finale dedicata agli anni tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo.
Anche in questo caso di alcune autrici saranno esposte immagini appartenenti a singoli progetti, come i ritratti della sudafricana Zanele Muholi, protagonista della Biennale di Venezia del 2019, oppure le immagini dell’iraniana Newsha Tavakolian,  membro dell’agenzia Magnum, che ritraggono le donne-guerrigliere delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), o ancora le foto della serie “Baba Yaga” della russa Nanna Heitmann dedicate agli abitanti dello Yanisei, il grande fiume siberiano ai confini con la taiga o quelle della ceca Jitka Hanzlova con la serie “Female”, una serie di ritratti femminili eseguiti tra Europa e Stati Uniti, fino alle immagini dedicate alle difficili condizioni delle donne iraniane da Shadi Ghadirian e quelle della figlia di Letizia Battaglia, Shobha.

La sezione si concluderà con una suggestiva installazione di immagini della serie “Afronauts” della spagnola Cristina De Middel, recentemente nominata membro associato di Magnum Photos, e due immagini di grandi dimensioni della cinese Cao Fei dedicate, come gran parte del suo lavoro, alla realtà quotidiana del suo Paese. Quest’ultima sezione ospiterà infine la presenza della forlivese Silvia Camporesi, con un lavoro dal titolo “Domestica”, una installazione di 30 fotografie scattate durante il recente lockdown. "Essere umane. Le grandi fotografe" raccontano il mondo è una mostra curata da Walter Guadagnini, ideata e realizzata in collaborazione con Monica Fantini e Fabio Lazzari. La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì ed è organizzata dalla società strumentale della Fondazione ‘Civitas srl’. 
 
Walter Guadagnini è da anni attivo sulla scena nazionale e internazionale, attraverso un’attività che spazia dall’insegnamento alla scrittura all’organizzazione e alla cura di mostre. È titolare della cattedra di Storia di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegna dal 1990. Ha pubblicato “Una storia della fotografia del XX e del XXI secolo” da Zanichelli nel 2010 ed è ideatore e curatore di una collana di storia della fotografia edita da Skira in 4 volumi dal 2011 al 2014, dal titolo “la Fotografia”. È direttore di Camera, il Centro Italiano per la Fotografia che si trova a Torino.

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