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Si apre la sesta edizione del "Festival della musica giovane del Mediterraneo”: dialogo fra i paesi dell'area mediterranea e balcanica

La comune visione della musica come mezzo di unione e condivisione tra culture, oltre che oggetto dell'apprendimento individuale degli studenti, ha condotto a visite reciproche della "Giovane orche-stra del Masini" e dell'"Orchestra e rinise" di Prizren, con concerti a orchestre congiunte tenuti sia a Prizren che a Forlì, e poi mano a mano alla creazione della Giovane Orchestra Paneuropea di cui fanno parte studenti di tutte le scuole del network

La conoscenza delle risorse dei rispettivi territori e l'esistenza sia a Forlì che nei Balcani di scuole di musica "di tradizione"  hanno suggerito allo staff di Ipsia, organizzazione di volontariato poi assorbita dalla asp No.Vi.Art (Arti per la nonviolenza) di Forlì-Cesena, l'idea di una collaborazione che potesse aprire “finestre” sulle rispettive realtà. Così, dal 2013 prima la scuola kosovara "Lorenc Antoni" di Prizren poi progressivamente l’Associazione degli artisti rumeni di Bucarest, le scuole di musica di Podgorica, Skopije, Scutari, Belgrado, Nova Gorica, Koper, Atene, Sarajevo, Valencia e di tutte le città del Kosovo sono state messe in contatto con l'istituto musicale "Angelo Masini"di Forlì con il quale è iniziata una proficua collaborazione. Il "Festival della musica giovane del Mediterraneo” è ormai alla sesta edizione: e già dal 6 luglio i partecipanti inizieranno ad arrivare a Forlì dove "La musica, un ponte fra i popoli", progetto dell'associazione No.Vi.ART, per il nono anno prosegue il suo cammino nella promozione del dialogo fra i paesi dell'area mediterranea e balcanica

La comune visione della musica come mezzo di unione e condivisione tra culture, oltre che oggetto dell'apprendimento individuale degli studenti, ha condotto a visite reciproche della "Giovane orche-stra del Masini" e dell'"Orchestra e rinise" di Prizren, con concerti a orchestre congiunte tenuti sia a Prizren che a Forlì, e poi mano a mano alla creazione della Giovane Orchestra Paneuropea di cui fanno parte studenti di tutte le scuole del network.   Negli anni successivi, infatti, sono stati intessuti rapporti, e la rete di contatti si è allargata anche ad altri istituti e associazioni: Montenegro, Albania, Romania Serbia, Macedonia, Bosnia e Slovenia, e ai Conservatori di Valencia e di Atene, il cui ingresso nel network ha conferito un aspetto autenti-camente "mediterraneo" all'esperienza.  La creazione di tali rapporti ha dato vita a nuove forme di relazione e scambio, più articolate e nelle quali viene proposta una riflessione consapevole sulla pratica musicale come strumento di condivi-sione e di superamento di barriere e diffidenze. Il presente progetto, quindi, vuol essere una risposta concreta e strutturata nei confronti dei bisogni emersi in questi anni dal confronto tra gli istituti, fra i quali quello di dare l'opportunità ai giovani di allargare i propri orizzonti di crescita prima di tutto co-me cittadini d'Europa, oltre che come potenziali futuri musicisti. I partecipanti, italiani e stranieri, hanno la possibilità di acquisire conoscenze e competenze di livello professionistico, di venire a contatto con realtà musicali diverse, di aprirsi prospettive per eventuali scelte future. Allo stesso tempo, ai docenti è data la opportunità di conoscere scuole musicali diverse dalla propria, ma allo stesso tempo di altissimo livello: la pratica dell'insegnamento permette di vedere dall'interno le logi-che e gli obiettivi perseguiti dalle istituzioni musicali dei vari paesi, di rendersi conto delle competen-ze e delle abilità richieste ai rispettivi studenti, e di mutuare suggerimenti e suggestioni. Dal canto loro, gli studenti italiani, messi a confronto con coetanei per i quali la disciplina musicale si connota per serietà e rigore, ricevono uno stimolo e un indirizzo dal confronto, che si dimostra così, ancora una volta, un indispensabile mezzo di crescita per tutti gli attori in causa. Inoltre, l'introduzione di ra-gazzi delle scuole di musica forlivesi e del territorio in ensemble che eseguono anche musica popo-lare dei paesi ospiti, apre loro un ulteriore orizzonte di apprendimento e di condivisione interculturale del tutto inedito.  Proprio queste caratteristiche fanno sì che l’iniziativa, oltre agli altri, abbia da alcuni anni il patrocinio del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale: il MAECI ne rico-nosce infatti la valenza educativa e il contributo a una lenta ma necessaria normalizzazione delle relazioni fra paesi che hanno alle spalle una tragica storia recente di conflitti e di sepa-razioni. 

EDIZIONE 2021

"Il Covid non ci ha fermati -commenta con orgoglio lo staff di No.Vi.Art Forlì-Cesena-: e anche quest’anno grazie alla magia della musica e all’entusiasmo dei giovani continue-remo a costruire quel ponte che dal 2013 collega sponde diverse del Mediterraneo". E se anche le limitazioni dovute alle misure di contenimento del Covid non consentono ai giovani musicisti di Nord Macedonia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Kosovo di unirsi ai loro coetanei dell’area UE, i ragazzi provenienti da Slovenia, Romania, Grecia.. e naturalmente, gli italiani si accingono a raggiungere Forlì e la sede delle prove, l’Istituto musicale “A. Masini”, con emozione ed entusiasmo anche maggiori del solito. 

La Giovane Orchestra Paneuropea si esibisce in un fittissimo calendario in Italia e in Slo-venia, e il 14 luglio sarà a Forlì, all’Arena San Domenico (ore 21), con un concerto del cartellone del prestigioso "Emilia Romagna Festival” mentre nei giorni successivi una “mini-tournée porterà il gruppo a Koper e Piran, in Slovenia.  I direttori artistici, Pierluigi Di Tella e Iztok Babnik, direttori dell’Istituto “Masini” e della Glasbena Sola di Koper, per la scelta del  repertorio hanno mantenuto la formula consue-ta: con una parte classica, in cui il maestro sloveno  ?iga Cerar guida l’ensemble alla mu-sica di  Saint-Saëns,  Srebotnjak, Mozart, e una tradizionale e popolare europea, con uno sguardo particolare all'area balcanica, diretta da  Bardh Jakova e  Stefano Bertozzi. 
 

Ingresso libero. Consigliata prenotazione: noviart.info@gmail.com 349 0542645 338 8166089.

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