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Taglio del nastro per Old Time Show, subito boom di visite

Ha preso il via sabato mattina alla Fiera di Forlì la nona edizione di Old Time Show, la manifestazione dedicata al mondo delle auto e moto d’epoca

Ha preso il via sabato mattina alla Fiera di Forlì la nona edizione di Old Time Show, la manifestazione dedicata al mondo delle auto e moto d’epoca. Dopo il taglio del nastro alla presenza del Presidente ASI, Roberto Loi, di Paolo Ragazzini, Presidente del Consiglio Comunale di Forlì, e di Giorgio Grazioso, Presidente della Fiera di Forlì, il numeroso pubblico intervenuto ha potuto ammirare i circa cento modelli a due e quattro ruote esposti nell’ambito dei due percorsi tematici, “Un Mondo di Maserati ed OSCA” e “La leggendaria Mondial”. Un’occasione irripetibile per vedere da vicino modelli unici, provenienti da musei, collezioni private e registri storici, che rappresentano l’eccellenza della produzione nazionale, difficilmente visibili al grande pubblico.

In tarda mattinata, hanno incantato i racconti di Alfieri Maserati, discendente dei fondatori della casa del Tridente, che, tra video e filmati d’epoca, ha fatto una carrellata sulla storia della produzione. Dalla Blu Moto Reims, la prima con motore V (V8 Ruote indipendenti) alla 3000, fino agli autocarri di varia portata, numerose sono state le sperimentazioni portate avanti dalla scuderia che scelse di affidarsi sempre a progettisti interni, Alfieri ed Ernesto (il fratello).

Tra i padiglioni di Old Time Show, c’era anche Sandro Artusi, “Alfiere della Mondial” che fu una vero e proprio astro nascente del motociclismo. Nel 1952 esordì in gara a Rimini a soli 17 anni con una Mondial che gli era stata regalata da genitori . Pur di correre dichiarò una data di nascita falsa, espediente che gli valse la squalifica, ma tale fu il talento che mostrò in gara che l’ingegner Taglioni, “talent scout” della Mondial, lo ingaggiò come pilota della scuderia. Tra il ’53 ed il ’55 vinse ben 54 corse, e tra i suoi migliori piazzamenti si ricordano quelli nel Giro d’Italia (una su tutte, la tappa Padova-Riccione).

Nel 1956 seguì Fabio Taglioni e passò alla Ducati ed anche qui si ripeté il tandem di successo, con l’esordio del primo motore desmodromico, soluzione senza molle valvole, con doppia camera, capace di una prestazioni che permettevano di raggiungere i 16mila giri invece degli standard 10-12mila del periodo. Nel 1956 Artusi scelse di dedicarsi alla sua giovane moglie ed al figlio in arrivo e si ritirò dalle corse, lasciando negli appassionati e nella storia dei motori il ricordo di un talento assai fortunato, in un’esperienza di breve durata.

Presenti in mattinata nei padiglioni di via Punta di Ferro anche quasi 400 studenti delle scuole superiori romagnole, che hanno affrontato una visita guidata tra veicoli d’epoca curiosi e affascinanti: dalla Mondial 125 Monoalbero alla 200cc Constellation, un mezzo commerciale ma derivato direttamente dal progetto dei modelli da gara, per arrivare alle varie Maserati, tra cui la A6, la prima senza compressore, e a una quindicina di modelli di OSCA. Un folto pubblico di appassionati ha poi invaso l’area esterna della Fiera di Forlì, che ospita la consueta mostra mercato dove è possibile scambiare rari pezzi di ricambio per le proprie vetture storiche e moderne ed i padiglioni con la mostra scambio ed i pezzi dei saloni e concessionari da tutta Italia.

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