Teatro dialettale al Piccolo: Filodrammatica Lele Marini in "E' bal - omaggio a Raffaello Baldini"

Nuovo appuntamento con la rassegna di Teatro Dialettale ospitata dal Piccolo di Forlì. Domenica alle 21 sul palcoscenico salirà la Filodrammatica Lele Marini con la commedia E’ bal, un omaggio alla poesia di Raffaello Baldini, ideato da Ettore Mussoni e Liana Mussoni, quest’ultima anche regista, e realizzato con musiche dal vivo. Lo spettacolo ha debuttato con successo nel 2015 nella serata “Saluti dalle Contrade” nella suggestiva piazza delle Monache di Santarcangelo, trasformata per l’occasione in una colorata balera dal gusto retrò. Successivamente, la pièce ha ottenuto il prestigioso riconoscimento assegnatogli dall’Associazione FITA Teatro, il Grande Amore. Premio Regionale.

Mettere in scena le poesie di Raffaello Baldini. L’idea di questo spettacolo nasce proprio dalla grande potenza scenica dei testi di Baldini, la loro spiccata teatralità, al punto che l’intera sceneggiatura è costruita sulle sue poesie. 
La parola, dunque, si fa azione, gesto, movimento e danza collettiva, in una partitura di personaggi che prendono vita dalla poesia per tornare a essa attraverso la coralità e la potenza della messa in scena teatrale indagando il mistero, l’inquietudine, l’ironia e l’infinito mondo interiore di uno dei più grandi poeti del nostro tempo, così abile nel mostrarci quanto sia sottile e fragile il confine fra realtà e sogno. La cornice scenica è quella di una colorata balera di altri tempi: banco-bar, tavolini, orchestrina dal vivo, bandierine e luci. Un luogo di svago e incontro per fare due chiacchiere, bere una spuma, divertirsi, che si rivela però anche un “non luogo”, un altrove dove è possibile sognare, isolarsi per confessare delle storie, dei ricordi, delle manie che ci tormentano, ci emozionano o ci entusiasmano e vogliono venire a galla per mostrarsi, senza paura, al pubblico.

Il titolo dello spettacolo racchiude già in sè varie suggestioni, oltre a contenere le prime tre lettere del cognome del poeta, è anche il titolo di una sua poesia che viene rappresentata nello spettacolo, ma che nel finale assume un significato molto più profondo e corale. La scelta drammaturgica è stata quella di esplorare la poesia di Baldini da varie angolazioni: la mimica, il suono della lingua dialettale, la fisicità dei gesti raccontati da Lello nei minimi particolari, la sua teatralità innata, la grande potenza metafisica e ancestrale di queste voci che si sciolgono poi nell'originale finale dove la parola si placa e lascia il posto alla pura gestualità e alla danza. Un sogno quindi, trasformare la poesia in una danza, un ballo intenso e liberatorio, uno specchio per guardarsi dentro col candore dell'infanzia ritrovata e per descrivere ancora meglio la potenza dell'immaginario Baldiniano, la sua universalità.  In scena Attilia Pagliarani, Camillo Celli, Daniela d'Aragona, Elisabetta Zani, Ettore Mussoni, Laura Caminati, Liana Mussoni, Lorena Ghinelli, Mara Dell'Aquila, Marco Giorgi, Massimo Scarponi, Monia Cappiello, Nevio Ronci, Renato Carafa, Renzo Mussoni, Sara Ronci, Stefano Foschi.
 

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