Forlì torna capitale della videoarte con Ibrida: "In Italia nessun altro festival così sulla modernità"

  • Dove
    Fabbrica delle Candele
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 26/04/2019 al 28/04/2019
    20:00 - 24:00
  • Prezzo
    8 euro
  • Altre Informazioni

I nomi più interessanti del panorama italiano ed internazionale della "videoarte" si danno appuntamento a Forlì. Con appunto videoarte, musica, installazioni e performance live, torna da venerdì a domenica nella Fabbrica delle Candele, "Ibrida festival", organizzato da Vertov Project, con la sua quarta edizione. "Le arti intermediali prevedono l'utilizzo in contemporanea di diversi media (video, installazioni, musica e performance live) in un'ottica di ibridazione. Ibrida festival, nasce nel 2015 per scoprire e divulgare le produzioni e le ricerche recenti nell'abito dell'audiovisivo sperimentale, accogliendo naturalmente al suo interno le performance art e la musica elettronica abbinata alla sperimentazione video. Il festival è adatto a tutti, l'arte audiovisiva offre stimoli e spunti di riflessione immediati, è facilmente comprensibile ed estremamente interessante", sottolinea Davide Mastrangelo, direttore artistico del festival.

Il programma delle tre serate è denso di eventi. Si sono già svolti il 5 ed il 13 Aprile 2019 i due appuntamenti preliminari ed hanno registrato una grande partecipazione. Venerdì 26 Aprile 2019, sabato 27 e domenica 28 la Fabbrica delle Candele ospiterà il festival dalle 20 alle 24. Il biglietto di entrata ha un costo di 8 euro a serata. Nelle sale si alterneranno le proiezioni e le installazioni artistiche audiovisive, le performance live ed i concerti di musica elettronica. Accanto ad artisti già affermati ci sarà posto non solo per i nuovi talenti ma anche per un grande nome della scena artistica contemporanea, Quest'anno la scelta è ricaduta su Melanie Smith, artista inglese che lavora a livello internazionale sia nell'ambito dei video che in quello delle installazioni. Verrà proposta la sua opera principale chiamata "Parres Trilogy", precedentemente presentata al MoMA di New York, alla Tate di Londra ed al museo di arte contemporanea di Barcellona. Inoltre l'ultimo giorno del festival verrà inaugurata, presso la libreria d'arte contemporanea Marmo di Forlì, la mostra "Margarita Stavraki" a cura di Video Art Miden, aperta fino a sabato 11 maggio 2019.

"In Italia non ci sono altri festival come Ibrida, è l'unico che valorizza la modernità e l'evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione audiovisivi fondendo la realtà ed il digitale - sottolinea Piero Deggiovanni, docente all'Accademia di belle arti di Bologna, critico e curatore artistico della mostra -. Durante il festival presenterò tre spazi artistici. Il primo è una selezione di video di artisti italiani dedicati al mondo del web ed alle sue criticità. Il secondo racconta la quotidianità attraverso la rappresentazione dell'assurdo e del surreale. Il terzo infine si concentra sulla danza come nuovo linguaggio comunicativo. Vorrei sottolineare l'importanza dell'elemento musicale in questa mostra. La musica viene utilizzata in unione all'immagine per colpire l'emotività dell'individuo", conclude Deggiovanni.

Il programma completo

Venerdì 26 aprile
dalle ore 20:00 alle 24:00
 
Sala Rossa - selezione a cura di Vertov Project
Titolo: > VIDEO PERFORMANCE I part
1. What do I have to do that you fall in love with me - Gerald Zahn- Austria- 5’44”- 2018
2. My Father’s Tears - Gabriel Andreu - UK- 3’52’’- 2016
3. SENESCENCE - Makis Kyriakopoulos - Greece- 5’- 2018
4. Adieu, Corpus! - Alexander Isaenko – Ukraine - 8’07’’- 2018
5. Scrollathon [on Instagram] - Filipe Vilas-Boas - France- 1’24’’- 2018
6. Snags in Palladio - Michele Manzini - Italy- 6’- 2015
7. Solari - Jacopo Jenna - Italy- 4’15’’- 2018
8. I am just a sound when I talk - Draga Jovanovic - Canada - 6’27’’- 2018
 Sala Arancione - selezione a cura di Piero Deggiovanni
Titolo: > Post Internet (video) Art  - Video arte italiana
 
L'arte che si produce dopo aver navigato in rete è uno strano ibrido che fonde i contenuti recuperati su Internet con la realtà concreta dove essa appare sotto molteplici forme. In versione video, diviene una critica o una presa d'atto, di come la gente utilizza la rete quotidianamente inserendo contenuti bizzarri, anomali fino alla psicopatologia.
1. Acta Barbatiani - Amenia - Sathyan Rizzo- 2017-12’52’’
2. Car Park, Best Funny Moments!! - Désirée De Monte, Andrea Parenti - 2018 - 2’36’’
3. The Memory Hunter - Marco Fontichiari- 2017-3’14’’
4. Welcome to My Room - Sara Lorusso – 2018 - 5’38’’
5. Serie asmrrrr molesto (estratto) - Ilaria Pezone - 2019 - 20’
 
Proiezione esterna - selezione a cura di Strangloscope (Festival di Video Arte- Brasile)

1. The Stream VIII - Hiroya Sakurai – Japan-6’54’’- 2017
2. Common Depth - Marcos Serafim - Brazil- 10’-2018
3. Sea Monsters - Duo Strangloscope - Brazil- 10’- 2018
4. Yuji Kondo “Suicide Ocean”- Karissa Hahn - USA - 2018
5. For Alla Audiences - Josh Weissbach - USA - 2’36’’- 2018

VIDEO ISTALLAZIONI ESTERNE:
 
> Patrizia Giambi –  Guardarsi  Attorno,  2019 
“Guardarsi  Attorno” è una selezione ragionata di 7 lavori video che Patrizia Giambi dispiega all’insegna di un’indagine strutturale del Tempo dello Spazio e dei Corpi che lo abitano che è propriamente la natura del video.
Questi video sono tutti lavori che in grande parte tendono ad una interrelazione tra  la figura, l’oggetto e l’ambiente, come in ROLY HOLY OVER  (2006)  MEDUSA  (2007)  e  FILO ROSSO  (2008) dove l’esortazione del “Guardarsi Attorno” si manifesta tra l’artista e le sue sculture oppure il divagare di soggetti umani, mentre l’osservazione della realtà considerata ci porta in luoghi lontani tra loro,  da  FORCA ROSSA-FINE DELLA NATURA  (2013)  a ritroso verso Los Angeles  con FREEWAY (2003) e i più recenti  BUM (2014) e WOODPECKER (2015).
 
> Igor Imhoff - Boy (virtual reality)
 
Boy concept:
Boy è un’installazione in realtà virtuale, visibile (quasi esclusivamente) indossando un apposito visore, e proietta il visitatore al centro di uno strano paesaggio lunare.
Come una moderna lanterna magica, il cielo rotea lentamente e una leggera brezza muove particelle fluttuanti. Improvvisamente appare e scompare un bambino che corre e salta attorno allo spettatore. A volte è vicino a volte è lontano e bisogna cercarlo con lo sguardo o muovendo alcuni passi.
Il Bambino potrebbe andare dove vuole, ma le sue azioni sistematiche, i suoi movimenti tracciano il suo spazio vitale e di conseguenza anche i limiti del suo agire, nonostante non ci siano confini. Il mondo di Boy è lontano, però è una dimensione che è in contatto con la nostra realtà, attraverso i suoni. Il rumore catturato attorno allo spettatore diviene così l’andamento del vento e provoca il movimento di piccoli solidi sul terreno. Inoltre, lo spettatore diventa un inconsapevole performer, in quanto il suo sguardo è a sua volta catturato e proiettato all’esterno, consentendo, così di aprire a tutti una finestra sui questo “altro” mondo.
 
 
SALA SPETTACOLO:
 
ore 21,30 - performance live
 
 > Francesca Fini | Skin Tones
 
La pelle dell'artista, esplorata da un microscopio digitale, mostra dettagli che sembrano mappe di pianeti sconosciuti: una varietà infinita di colori, texture e forme, schemi e imperfezioni. Nuda davanti a due luci al neon, dando le spalle al pubblico, passo un microscopio digitale sul mio corpo, concentrandomi sulle diverse tessiture che lo compongono. Il software originale, che io stessa ho compilato, calcola il colore medio di ogni segmento di tessuto, trasformando il flusso di dati in suono e video generati dal vivo: cicatrici, ferite, lesioni, nei, rughe e smagliature diventano cristalli, mandala e rosoni di chiesa. Un concerto generativo di immagini e suoni che parlano di erotismo, femminilità, biometria, fisiologia, identità e fragilità.
 
Francesca Fini performed at: University of Rome, MACRO Museum in Rome, Guggenheim Museum Bilbao, Instants Video Marseilles, TF18 - London Biennial of International Performance Art & Noise, Villa Trabia Palermo, for Border Crossing and MANIFESTA12 collateral event.

ore 22,00 - video proiezione
> Melanie Smith | Parres Trilogy

Parres è una piccola località situata fuori da città del Messico. Questa serie è composta da tre video realizzati in 35mm. Ogni azione performativa coincide con un rullo di film. Il lavoro è caratterizzato dalla mancanza di edizione che, nella costruzione dell’immagine richiama le vecchie tecniche di edizione cinematografica. Le scene sono quindi lunghe e suddivise in cornici che richiamano anche lavori pittorici.
Melanie Smith - artista inglese, di fama internazionale, vive e lavora in Messico. Il suo lavoro è caratterizzato la una rilettura delle categorie estetiche dell’avanguardia e post- avanguardia. Le sue opere sono state sposte nei maggiori musei e gallerie del mondo, come per esempio la Tate Modern di Londra, Biennale d’Arte di Venezia e il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona.
 
ore 22,30 – visual concert
 
> OKAPI | Opera Riparata. Tributo a Bruno Munari
 Un progetto di decomposizione e ricomposizione dell'opera lirica pensato da Bruno Munari e mai realizzato. L'elettronica è la soluzione. 40 remix delle più famose arie dell'opera lirica in un frenetico viaggio live di suoni e immagini.
 
 
Sabato 27 aprile 
dalle ore 20,00 alle 24:00
 
Sala Rossa - selezione a cura di Vertov Project
Titolo: > PERCEZIONI
1. Two - Vasilios Papaioannu- USA- 8’- 2018
2. Cosa resta ( racconti d’osservazione) - Adriano Zanni- Italia- 5’49”- 2015
3. Lysninger / Clearings - Aleksander Johan Andreassen- Norway- 3’50’’- 2016
4. Nothing Remains - Hong Yane Wang, Hua Wang- China/Uk- 1’14’’- 2018
5. Emergence - Jason Bernagozzi- USA- 2’50’’- 2017
6. Glacies - Pierre Villemin- France - 8’- 2017
7. Rodez - Stefano Miraglia - Italy- 3’- 2017
8. Autonotturno in 22 frammenti - Mattia Biondi- Italy - 6’50’’- 2018
9. Flora - Chaerin Im - South Korea- 4’11’’- 2018
10. Lost in Tokyo - Benjamin Bardou- France- 1’42’’- 2018
 
Sala Arancione - selezione a cura di Piero Deggiovanni
Titolo: > Il quotidiano surreale - Video arte italiana
 
Solo un occhio artistico è in grado di cogliere nella realtà quotidiana elementi anomali, presenze inquietanti, assurde e paradossali. È sufficiente soffermarsi un attimo ad osservare il territorio o le relazioni domestiche e analizzarli con la propria sensibilità, per accorgersi della bizzarria surreale degli uomini cosiddetti "normali". 
1. Smother - Rita Casdia - 2013 - 5’30
2. I d. - Rita Casdia - 2015 - 4’50
3. Silent Edge - Enzo Cillo - 2017- 6’
4. Linea d’onda - Audrey Coïaniz – 2018 - 4’30’’
5. The breeze blows high. Black olive - Alberta Pellacani - 2019
6. C6H8O6 / Lacrime napulitane / Gemelli d‘Italia / Convention / Garibaldi fu ferito - Iginio De Luca 2008 / 2008 / 2009 / 2010 / 2019 -   2'04'' / 3'01'' / 1'25''/ 1'49'' / 20''
7. SUPERFICI FONETICHE - Devis Venturelli- 2009 - 2’00"
8. Sculpt the Motion - Devis Venturelli - 2017- 5’44’’
 Proiezione esterna - a cura di Vertov Project
Titolo: > SEGNALI
1. Realness - Cloud and Dust - Sandrine Deumier- France- 8’- 2018
2. Bepar (Hop) - Labkhand Olfatmanesh & Gazelle Samizay- USA- 6’- 2018
3. Flora - Chaerin Im - South Korea- 4’11’’- 2018
4. Shared Memories - Benjamin Bardou- France- 1’42’’- 2018
5. The Divine Way - Ilaria di Carlo- Italy/Germany- 15’- 2018
6. Nation of Masks - Patrice Sanchez- France- 5’47’’- 2018
7. Skinned - Francesca Fini - Italy- 7’17’’- 2018
8. Blond Readhead - Golden Light- Virgilio Villoresi - Italy- 3’32’’- 2016
9. Sanctuary - Marcantonio Lunardi - Italy - 07’00" – 2019
10. Pietas – Elisabetta Di Sopra – Italy – 4’50” - 2018
 
 
VIDEO ISTALLAZIONI ESTERNE:
 
> Patrizia Giambi – Guardarsi  Attorno,  2019- Video istallazione
 
> Igor Imhoff - Boy (virtual reality)
 
 
SALA SPETTACOLO:
 
ore 21,30 - performance live
 
> Jacopo Jenna | Choreographing Rappers
 
Il progetto riflette coreograficamente sulla costruzione dei brani hip-hop focalizzandosi sull’immediatezza che il Rap possiede, ovvero la qualità di portare in un coinvolgimento diretto e istantaneo con qualcosa, senza passaggi intermedi, dando luogo a un senso di urgenza o di eccitazione. I rappers usano il loro flow, la qualità di scandire e cadenzare le parole ritmicamente, creando attenzione immediata su ciò che viene detto; allo stesso tempo, giocando con le parole e il ritmo, creano uno slang distintivo che ha generato parole che hanno preso forza e significato diverso (signifying) da quello
originario. Choreographing Rappers utilizza la danza e il corpo come le parole dei rappers, modulando la dinamica, il tempo e il ritmo di scansione del movimento, creando intensità e frammentazione nel danceflow. Il lavoro coreografico crea una contrapposizione semantica mettendosi in relazione con una drammaturgia sonora fatta di testi, mash-up e rimandi alla cultura hip-hop americana.
Il titolo del progetto prende spunto dalla traccia “Signifying Rapper” di SchoollyD (1988) – che rinvia alla guerriglia linguistica e alla manipolazione del linguaggio peculiare del rap – e dal libro di David Foster Wallace e Mark Costello Signifying Rappers: Rap and Race in the Urban Present (1990), tradotto in Italia con il titolo Il Rap spiegato ai Bianchi, che esplora la storia del fenomeno e le sue intersezioni con il contesto storico
 
ore 22,30 - visual concert
 
> Basmati Film | IGHINA 01
Saul Saguatti e Pasquale Sorrentino
 
La performance è basata su una macchina creata da Saguatti e Sorrentino inspirata al controverso personaggio PIER LUIGI IGHINA; personaggio che cita collaborazioni con Marconi, mai confermate ufficialmente , e dal vago sapore cristiano militante, o con riferimenti più a largo raggio su tematiche legate a elettromagnetismo e speudoscienze,
ma che alla prova esecutiva si dimostrano poi funzionanti anche se lasciate languire nell'oblio. La macchina base a cui è ispirata la performance prende il nome di IGHINA 01 aprendo la strada a una ricerca che porterà a ulteriori sviluppi basati sulla stessa filosofia, che dovrebbe portare alla realizzazione di un THEREMIN video è una sorta di mixer elaboratore di disturbi basati sulla trasmissione del segnale e le sue relative interferenze basate sul magnetismo stesso dell'operatore, ovvero una macchina che prendendo un segnale video in ingresso, da telecamera o computer , e lo modifichi tramite interferenze elettromagnetiche generate da movimenti del corpo umano; la macchina si pone come centro di connessione tra diversi mondi mediatici , con inserti di animazioni manuali e video di archivio e connessioni con altre macchine audio auto costruite basate su interferenze elettromagnetiche e ultrasoniche.
 
 
Domenica 28 aprile
dalle ore 20,00 alle 24:00
 
Sala Rossa - selezione a cura di Vertov Project
Titolo: > ANIMAZIONE
1. Vortex - Alexandre Alagôa - Portugal- 9’- 2017
2. Identity Parade - Gerard Freixes-Ribera - Spain- 4’- 2017
3. U$AAR - Sandra Araújo - Portugal- 3’49’’- 2018
4. Cosmos Obscura - Katherine Balsley and Irina Escalante -Chernova- USA- 4’- 2018
5. Stasis in Flux - Joe Hambleton - Canada- 5’10’’- 2018
6. DÚCTILES - Marisa Benito – Spain- 2’43’’- 2018
7. Open Beyul Torrent - Gabriel Gabriel Garble -  UK - 2’07’’- 2018
8. Cave - Emilia Izquierdo - UK- 2’33’’- 2018
9. Travel Notebooks: Marseille, France - Silvia De Gennaro - Italy- 2’22’’- 2018
10. Black sheep escape - Yiorgos Drosos - Greece- 3’19’’- 2018
11. Refugees are welcome - Shivkumar K V - India- 3’07’’- 2017
12. Possum - Ophelia Borghesan - Italy- 3’05’’- 2018
13. Eidolon - Jeroen Cluckers - Belgium- 2’37’’- 2018
14. Assisted_Self-Portrait - Leandro Estrella - Italy- 1’30’’-2014
15. L-DNA- Veruschka Bohn & Christian Graupner- Germany - 3’13’’- 2018
16. After Silence- Henning Himmelreich- Germany- 4’- 2018
 
Sala Arancione - selezione a cura di Piero Deggiovanni
Titolo: > Video (e) motions - Video arte italiana
 
La relazione tra video e corpo nasce con la video arte stessa, ma è con la digitalizzazione dei segnali analogici che tale relazione si specializza in molteplici sottogeneri. Tra questi, la video danza è la più ricca di invenzioni eleganti e poeticamente ispirate dalla post produzione.
1. Concert for Shadows 1-14 - Alessandro Amaducci - 2012- 20’41’’
2. Timepulse - Apotropia - 2017-8’46’’
3. LABO - Salvatore Insana- 2018-4’38’’
4. VACUUM - Salvatore Insana- 2018- 3’
5. Anxiety - Greta Langianni - 2019- 2’29’’
6. Distilling Mutant Gestures - Eleonora Manca - 2016- 3’34’’
7. SINEDDOCHE - Eleonora Manca - 2016- 1’36’’
8. Vedersi visti (da qui, sottrai) - Eleonora Manca - 2018- 2’28’’
9. Data in luce - Eleonora Manca - 2018- 2’32’’

Proiezione esterna - a cura di Vertov Project
Titolo: > VIDEO PERFORMANCE II par

1. VD01.6 - Kepa Landa- Spain- 9’58’’- 2018
2. Tabaroa - Marcia Beatriz Granero - Brazil- 5’45’’- 2018
3. Long Winter - Vilija Vitkute - Sweden- 10’- 2017
4. Like we were together - David Alræk, Katrine Patry & Lisa Cole:e Bysheim- Norway- 7’- 2018
5. Liquid Path - Filomena Rusciano - Italy- 4’- 2013
6. Milk - Sara Simeoni- Germany - 2’28’’-2017
7. Espiazione - Francesca Lolli - Italy- 5’11’’- 2018
8. Overshoot Day - Nicola Fornoni - Italy - 9’40’’- 2017
9. Evitiamo nell’Aria - Gamberini, Marinaro, Camporesi - Italy- 9’- 2018

VIDEO ISTALLAZIONI ESTERNE:
 
> Patrizia Giambi – Guardarsi  Attorno,  2019- Video istallazione
 
> Igor Imhoff - Boy (virtual reality)

SALA SPETTACOLO:
 
ore 21,30 – visual concert
 
> Luca Maria Baldini | L’uomo meccanico 
 Insonorizzazione film muto
 
L’Uomo meccanico di André Deed è un film muto del 1921 prodotto in Italia e restaurato dalla Cineteca di Bologna. E’ il primo film della storia del cinema che mostra una lotta fra due robot. Ho deciso di far dialogare questa pellicola con il presente, utilizzando suoni della contemporaneità creando cortocircuiti temporali (ad esempio il suono del fiammifero diventa quello di un accendino, il rumore della folla in piazza diviene una folla di un ipermercato e così via). La struttura ritmica è frutto di campionature di suoni del cellulare e derivati, come ad esempio il suono iniziale: una vibrazione del telefono elaborata. Concettualmente ho immaginato che l’uomo meccanico potesse essere letto come uno strumento nelle mani di pochi, in grado di controllare e sopraffare.
Il nostro “uomo meccanico” oggi è rappresentato dal controllo a cui siamo sottoposti attraverso tecnologia, smartphone e piattaforme social. L’idea è stata quella di ricreare parte dei suoni dell’ambiente così come si è usato fare dall’avvento del sonoro in poi. Una sorta di omaggio al punto di rottura fra cinema muto e cinema sonoro.


MOSTRA | VIDEO INSTALLAZIONE:
 
*Dal 28 aprile all’11 maggio
Libreria d’arte contemporanea contemporanea, Marmo
orario di apertura della libreria (Forlì)
 
A cura di Video Art Miden - Margarita Stavraki
Inaugurazione video installazione domenica 28 aprile ore 17:00
 
Una selezione di video in cui posture e movimenti si fanno danza e poesia. La danza è talvolta fisica, talvolta il risultato dell’elaborazione di immagini in movimento. Lo spazio circostante è talora reale, definito, talora è digitale e neutro. La danza, il movimento e la posa sono bisogni primordiali dell’essere umano, anche nell’era digitale.
 


1. Inertness (Inattività), Izabella Retkowska, Polonia 2016, 1.10
2. Marta Arjona & Mei Casabona, X-TREM, Spagna 2016, 5.24
3. Cipher (Messaggio in codice), Aliki Chiotaki, Grecia 2017, 1.18
4. Selfiesism – Dance Duet, Daphna Mero, Israele / USA 2017, 5.03 
5. the chaos theory (la teoria del caos), Fran Orallo, UK 2018, 3.40
6. Argille, Gaetano Maria Mastrocinque, Italia 2016, 5.47
7. Night, Street, Lantern, Pharmacy (Notte, strada, lampione, farmacia), Johannes  Christopher Gérard, Russia 2017, 4.51
8. Handmade, Dancevacuum dance company-Vicky Vassilopoulou, Grecia 2018, 8.11
9. Odd Jewels: Beauty Under Mask (Gioielli bizzarri: la bellezza sotto la maschera), Same As Sister/Briana Brown-Tipley & Hilary Brown and Aitor Mendilibar, USA 2018, 8.26
10. Recollect (Ricordare), Cecilia Seaward, USA 2016, 2.40
11. SCENARIO, Stefano Croci & Luca Veggetti, Italia 2017, 22 

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