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Il "Jazz a Forlì, musica per libere menti" è pronto ad 'invadere' la città per 10 giorni di concerti

Approderà nei teatri e nelle sale forlivesi, perseguendo la cifra fondativa di Dai de jazz fin dal primo evento, in cui nelle lenti di un obiettivo fotografico i grandi interpreti di questa musica specchieranno il loro sguardo a distanza di click su un incedere groove di tamburi

Sempre sostenuti dal motto di Max Roach, “We insist”, l'Associazione Dai de jazz, "nonostante le brume che quest’anno hanno attraversato e ferito le nostre terre, insistiamo nel raccontare il mondo del jazz, un luogo sfaccettato, poliritmico e armolodico, continuamente in evoluzione sulle solide radici di un albero che dal bebop portano all’atto creativo nel farsi contemporaneità". Grazie al Ministero della Cultura, alla Regione Emilia-Romagna, al Comune di Forlì ed alla collaborazione col Bologna Jazz Festival, la quinta edizione di Jazz a Forlì- musica per libere menti approderà nei teatri e nelle sale forlivesi, perseguendo la cifra fondativa di Dai de jazz fin dal primo evento, in cui nelle lenti di un obiettivo fotografico i grandi interpreti di questa musica specchieranno il loro sguardo a distanza di click su un incedere groove di tamburi.

Ciò accadrà sabato 21 ottobre al Regnoli 41 con “Due occhi per un viso”: le foto di Mirko Boscolo e Roberto Cifarelli, appassionati di entrambe le arti, con la cura di Giordano Minora, saranno un crocevia di sguardi sui ritmi di Marco Frattini, anteprima del concerto di venerdì 3 novembre in cui al Naima Club l’energia e la poliedrica esperienza di John Scofield si interfacceranno con l’incedere del contrabbasso di Vicente Archer e il batterismo di Bill Stewart, musicisti che hanno percorso le strade e gli stili del linguaggio jazz. Ma JaF non sarà solo concerto. Un linguaggio prevede una conoscenza. Sabato 4 novembre all’Istituto Musicale Masini, in una joint venture con Area Sismica per il progetto “Note a Scuola”, Edoardo Marraffa, sassofonista di ispirazione free, guiderà un’esperienza formativa sulla pratica improvvisativa senza l’uso degli spartiti con gli studenti del Canova e del Masini. A stretto giro domenica 5 novembre alla Fabbrica delle Candele Ares Tavolazzi, la cui creatività, dagli Area ad oggi, ha attraversato decenni di musica italiana, dedicherà una masterclass al contrabbasso ed alla sua centralità nel jazz. Due incontri/lezioni che si legano al contest per giovani musicisti: lunedì 6 e martedì 7 novembre alla Fabbrica delle Candele il palco sarà innervato dalla quinta edizione di “Largo ai Giovani”, tre gruppi per ogni sera ad esprimere le idee generative del pentagramma dell’improvvisazione.

In un alternarsi di ispirazione sempre la Fabbrica mercoledì 8 novembre sarà il luogo in cui Bill Carrothers ci accompagnerà in “solo” nella sua avventura umana e artistica, costruendo con gli 88 tasti l’architettura della sua narrazione.  Dall’intimità delle Candele al Naima Club: giovedì 9 novembre il proscenio dello storico locale forlivese vedrà un addensarsi di note, quelle della chitarrista e cantante Ana Popovic e della sua Band: strade blue e grande energia, come testimonia il titolo del suo ultimo album, “Power” (2023). Toni caldi e atmosfere transculturali fra Sudamerica e Napoli venerdì 10 novembre caratterizzeranno, invece, la Sala Melozzo, grazie alla voce di Maria Pia De Vito ed alla chitarra di Roberto Taufic, due colti e raffinati musicisti, quasi ad aprir la strada a Gianni Morelenbaum Gualberto che sabato 11 novembre al Regnoli 41 in un matinée cittadino intratterrà conoscitori e curiosi, arricchendo il percorso di JaF con una conferenza su “Il Jazz come cambiamento sociale”. Cui in orario serale farà seguito alla Sala San Luigi un trio guidato dal virtuosismo coinvolgente del sax di Chris Potter in “Circuits” (album/progetto, 2019), feat. James Francies al piano e tastiere, fra i più acclamati jazzisti emergenti, e la versatilità di Eric Harland alla batteria: tre interpreti che si muovono fra piacere per la libertà improvvisativa ed intensità ritmica, con uno sguardo verso il jazz del futuro. A concludere il cartellone di Jazz a Forlì non potrà non esserci un appuntamento conviviale: domenica 12 novembre al Ristorante Villa Carpena, dopo il Sunday Jazz Lunch un trio di eccellenze italiane darà lo spessore, il gusto finale alla lunga cavalcata del festival: Fabrizio Puglisi, piano, Stefano Senni, contrabbasso, Alessandro Paternesi, batteria, scandiranno il la in un set di spessore e creatività, a segnare un ponte verso la prossima edizione.

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