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La Madonna del Fuoco è anche motore culturale: aprono due mostre

La Mostra “Le Forme del Sacro. Giovanni Marchini e Luciano Samorè, due generazioni a confronto”, proposta dall'Associazione Forlì-Faenza, sarà inaugurata sabato alle 11

Da sempre la Madonna del Fuoco, col suo secolare carico di storia e tradizione, è motore di iniziative culturali. In vista della solennità del 4 di febbraio, l'Associazione Forlì - Faenza, fondata 17 anni fa da Alteo Dolcini e Angelo Sampieri proprio per suggellare la vicinanza delle due città anche sul fronte devozionale, raddoppia gli sforzi, promovendo le mostre “Le Forme del Sacro. Giovanni Marchini e Luciano Samorè, due generazioni a confronto” e “Il volto di Maria nella ceramica italiana del Primo Novecento”.

La prima, allestita nella sede espositiva della Fondazione Cassa dei Risparmi, in corso Garibaldi, aprirà i battenti sabato, alle 11, alla presenza del presidente della Fondazione Piergiuseppe Dolcini, del vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, del sindaco di Forlì Roberto Balzani e dei reggenti dell'Associazione Fo-Fa Angelo Sampieri e Paola Lagorio. Alle 12 sarà inaugurata anche la rassegna parallela, approntata nella tradizionale cornice della Chiesina del Miracolo, in via Cobelli.

“L'iniziativa di quest'anno - dichiara Sampieri - seppure in un lasso temporale molto più breve, vuole affiancare la rassegna internazionale “Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre”, che scatterà il 2 febbraio prossimo al San Domenico”. Più che giustificate le lodi ai curatori Elisa Garavini, Alberto Bondi e Flavia Bugani, “grandi studiosi - aggiunge Paola Lagorio - senza la cui passione non sarebbe stato possibile questo evento”. “Come sarebbero le nostre due città senza l'arte?”, s'interroga il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Piergiuseppe Dolcini.

“Pensando anche alla qualità che sta per scendere in campo al San Domenico - insiste Dolcini - sono sempre più convinto che l'impegno della Fondazione per esibire le eccellenze artistiche del territorio, costituirà una delle scintille più convincenti della ripresa economica delle nostre città”. Il confronto fra Giovanni Marchini, attivo a Forlì nella prima metà del Novecento, e Luciano Samorè, grande interprete dell'arte sacra nella seconda metà del secolo scorso, dimostra l'assoluta valenza dell'arte religiosa nel contesto contemporaneo, ma conforta anche il laico nella sua ricerca, offrendo importanti momenti di riflessione nel cammino di ogni uomo. La “Via Crucis” di Samorè, proposta sino al 17 febbraio prossimo, trasmette un senso religioso e una profondità straordinari. E questo nonostante che lo stesso scultore confessi pubblicamente i tanti dubbi nei confronti del credo tradizionale.

“L'interesse per questa mia opera - dichiara umilmente l'artista - mi ha quasi stupito. Tra l'altro, a Forlì sarà esposto l'originale, visto che il gruppo bronzeo realizzato apposta per le rassegne, mi è stato rubato”. Per realizzare il suo capolavoro, lo scultore faentino ha impiegato un decennio. L'altra mostra dell'Associazione Fo-Fa, allestita presso la chiesina del Miracolo, riparte da alcuni autori presenti già nel 2012. Ci saranno degli inediti, come una “Madonna della Rosa”, e numerosi pezzi rari, tutti in grado di dare l'idea della qualità di una manifattura, che negli anni è stata colpevolmente dimenticata.

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