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Un'opera dell'artista Davide Sarasini

Un'opera dell'artista Davide Sarasini

La Mostra sui 150 anni della Vecchia Stazione approda in Comune

La mostra “1861-2011 150 anni della Vecchia Stazione di Forlì”, allestita nella Sala degli Angeli del Palazzo Comunale dal “Dopolavoro ferroviario di Forlì”, sarà aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2012

Sarà inaugurata questa mattina alle 12, alla presenza delle autorità cittadine, la mostra “1861-2011 150 anni della Vecchia Stazione di Forlì”, allestita nella Sala degli Angeli del Palazzo Comunale dall’Associazione “Dopolavoro ferroviario di Forlì”, in collaborazione con il presidente del Consiglio Comunale, Paolo Ragazzini. Fruibile nei giorni feriali durante l’orario di apertura degli uffici comunali, la rassegna si protrarrà fino al 21 gennaio 2012. Rispetto alla prima edizione realizzata ad ottobre nei locali della Vecchia Stazione di Forlì, in via Monte Santo, la mostra è stata ampliata e arricchita con nuovi documenti e didascalie delle foto esposte, sempre a cura dei soci del Dlf di Forlì coordinati da Elio Leoni.

 

“Iniziative come questa – dichiara Paolo Ragazzini – sono fondamentali per consolidare la conoscenza della nostra storia e il senso di unitarietà del nostro paese. Auspico che, dopo questa mostra, gli amici del Dlf trovino finalmente la forza di aprire quel servizio all’intera collettività locale, che sarà il Museo del Treno”. Elio Leoni non è stato in grado di indicare una data per l’avvio del nuovo contenitore. Ma ha anticipato un evento importante: “Nel 2012, il Dlf di Forlì si occuperà del Viale della Libertà e della nuova stazione ferroviaria”. Come già avvenuto in occasione della prima mostra, anche la rassegna storica allestita nella Sala comunale degli Angeli, con accesso da Piazza Saffi, sarà impreziosita dall’opera “Le strade ferrate italiane 1 settembre 1861”, dipinta dal neofuturista forlivese Davide Sarasini.

 

“Con questo lavoro – ricorda l’artista – ho voluto presentare un’Italia unita, coi tracciati ferroviari che indicano le linee esistenti nel 1861”. Perché nel quadro compaiono i vessilli dello Stato Pontificio e del Regno d’Italia? “Il primo treno – risponde Sarasini - giunse da Bologna il primo settembre 1861, ma la linea era già stata pensata dalla precedente amministrazione pontificia. La rassegna riproporrà immagini inedite provenienti da collezioni private. Spicca la foto d’inizio Novecento dalla raccolta di Gilberto Giorgetti, che vede l’arrivo della vaporiera da Bologna, con sullo sfondo la mole dello Zuccherificio Eridania nella versione anteguerra.

 

“La ferrovia a Forlì – racconta Leoni – sconvolse letteralmente la vita della città, che all’epoca contava 37.000 abitanti. Se, fino ad allora, le persone calcolavano in giorni il tempo per raggiungere località distanti neppure 100 chilometri, da quel momento si cominciò a ragionare in ore”. Un’altra “vecchia” abitudine dei forlivesi che però resistette al treno, fu il tramway. Assai più lento rispetto al nuovo mezzo di trasporto, sopravvisse altri 50 anni.

 

“Probabilmente – interviene Leoni – questo avvenne perché serviva una città, Ravenna, non toccata dal treno”. Purtroppo, aggiungiamo noi, la carenza di collegamenti moderni con quella città persiste ancora oggi, nel 2012. La ferrovia influenzò molto anche il trasporto merci, consentendo ai produttori locali di commerciare i propri prodotti con maggiore tempestività. “In quel periodo furono attuati nuovi collegamenti, i raccordi. La prima industria in assoluto fu il Gazometro, operante nell’area Forlanini. Poi si aggiunsero le varie Bartoletti, Becchi, Benini, Eridania, Forlanini e Mangelli”.

 

Lo sviluppo del sistema ferroviario portò al raddoppio della linea Bologna-Rimini fra il 1908 e il 1910. Di lì a poco la vecchia stazione risultò inadeguata, tanto che si cominciò a pensare ad una struttura sostitutiva. La nuova stazione sarà inaugurata il 30 ottobre 1927 dallo stesso Benito Mussolini: il Duce giunse a Forlì (ovviamente in treno), approdando al binario 4 con puntualità tipicamente fascista.

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