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Forlì in festa per la Madonna del Fuoco: una tradizione lunga quasi 600 anni

Il culto della Madonna del Fuoco nasce dal rovinoso incendio scoppiato nella notte del 4 febbraio 1428 (era un mercoledì anche all'epoca) nell'abitazione di Lombardino da Riopetroso, maestro d'arte proveniente dalla vallata del Savio

Forlì è in festa per la Madonna del Fuoco. La piada all’anice, i lumini ai davanzali la notte della vigilia, la sacra icona in Duomo sommersa dai fiori e persino una fiera ambulante con ben 222 banchi dislocati nel cuore del centro storico: sono tutti tasselli dello stesso mosaico di massa che si ripete da ben 587 anni.

Mercoledì, nella Cappella seicentesca in Cattedrale dedicata alla madre celeste sono previste celebrazioni a tutte le ore: dalle 7 in punto per i mattinieri alle 19.15 per le associazioni e i movimenti ecclesiali, sino alla celebrazione conclusiva delle 20.30. L’evento religioso più importante sarà la Messa pontificale delle 11, trasmessa in diretta sull’emittente Teleromagna e officiata dal vescovo monsignor Lino Pizzi, con la partecipazione del sindaco di Forlì Davide Drei e di una delegazione di Cervia capeggiata dal presidente dell'Associazione Civiltà Salinara Oscar Turroni e dal vice sindaco Gianni Grandu. La devozione dei “cugini” rivieraschi per la patrona forlivese, testimoniata sin dal XVII secolo, ha ripreso vigore una decina di anni fa grazie all’interessamento dell’allora assessore comunale di Forlì Gabriele Zelli, oggi sindaco di Dovadola, anch’egli presente alla funzione patronale. I cervesi recheranno il civico gonfalone, lo stendardo dell'associazione e confezioni di sale che saranno portate all'altare al momento dell'offertorio.

Il culto della Madonna del Fuoco nasce dal rovinoso incendio scoppiato nella notte del 4 febbraio 1428 (era un mercoledì anche all’epoca) nell’abitazione di Lombardino da Riopetroso, maestro d’arte proveniente dalla vallata del Savio (si dice fosse della zona di San Piero in Bagno). All’interno di questa scuola privata ogni giorno si recavano diversi alunni per apprendere la disciplina del disegno e della pittura. Facile immaginare che il rogo sia stato generato dal focolare della casa non spento adeguatamente al termine delle lezioni. L'edificio, situato nel punto di via Cobelli dove fra il 1797 e il 1819 fu eretta la chiesina del Miracolo, andò completamente distrutto. L'incendio durò più giorni e della scuola rimasero solo le macerie. Destò perciò stupore il ritrovamento fra le braci ancora ardenti di una xilografia su carta raffigurante la Madonna con il Bambino, rimasta assolutamente indenne. Fra i testimoni del prodigio c’è il compositore Ugolino da Forlì, cui è attribuita nientemeno che l'invenzione del pentagramma, ma attestò il miracolo anche il pittore Giovanni Merlini detto Giovanni di Mastro Pedrino. Il governatore pontificio di Forlì monsignor Domenico Capranica ordinò di traslare l’immagine nel Duomo della città, attraverso una solenne processione che avvenne l’8 febbraio. Da allora la xilografia, forse la più antica del genere in Italia risalente addirittura alla fine del ‘300, è sempre stata custodita in Cattedrale. Le cronache dei periodi più critici della storia cittadina abbondano di processioni e intercessioni alla Madonna del Fuoco. Spicca il resoconto del tonsore-cronista Novacula sugli inverni polari d’inizio Cinquecento, ma destano interesse anche le descrizioni delle affollate processioni in Cattedrale in occasione dei violentissimi terremoti del 1688 e del 1781.

L’attuale cappella alla Madonna del Fuoco fu inaugurata ufficialmente il 4 febbraio 1636. Nel 1638 fu eretta anche una colonna votiva al centro della piazza Maggiore, oggi dedicata al triumviro Saffi. Il monumento ha dominato il Campo dell'Abate fino al 14 ottobre 1909, giorno del suo abbattimento per mano di un gruppo di anarchici capitanati da un certo Benito Mussolini, ancora lontano dalla deriva autoritaria con la fondazione e l’avvento del fascismo. Nel 1928, colonna e statua sono stati collocati nel sito odierno, a fianco del Duomo. La devozione per la Madonna del Fuoco si è diffusa anche in altre città, come Faenza, con l’immagine della Patrona di Forlì che è approdata persino in Africa e al Polo Nord. Davanti alla madre celeste sono venuti a pregare ben 4 papi: Pio VI nel 1782, Pio VII nel 1814 di ritorno dalla cattività in Francia per volere di Napoleone, Pio IX nel 1857 durante il viaggio nello Stato Pontificio e Giovanni Paolo II l’8 maggio 1986, primo atto della sua storica visita a Forlì.

Il 4 febbraio 2015, alle 16.45 rivivrà anche la tradizionale diretta sull’emittente cattolica internazionale Radio Maria. Presiederà i secondi vespri pontificali il vescovo Lino Pizzi. I canti saranno eseguiti da un ensemble di cori diretta da don Marino Tozzi. Guiderà il Rosario don Antonino Nicotra, dal 25 ottobre scorso parroco dell’Unità pastorale Roncadello, Malmissole, Poggio, Barisano e San Giorgio. Svolgerà la presentazione della festa patronale il parroco del Duomo monsignor Quinto Fabbri. Davanti alla Cattedrale, per l’intera giornata della festività patronale sarà allestito un banco a cura dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali

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